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Comacchio lancia la sfida avere un liceo classico

Comacchio lancia la sfida avere un liceo classico

Il prof Nino Luciani ci crede ma non nasconde i tanti ostacoli da superare  Ma Urbinati spegne gli entusiasmi: «Mancano i numeri». Oggi un incontro

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COMACCHIO. È un percorso in salita, ma Nino Luciani, docente universitario dell'ateneo bolognese non demorde e rilancia la proposta di istituire un liceo classico a Comacchio.

Nella sua qualità di coordinatore del comitato per la scuola di secondo grado in laguna, Luciani ha promosso un incontro per oggi alle 16, nella sede amministrativa dell'Avis in via Gramsci 1 (Istituto Virgili).

«Riuscire a realizzare il progetto richiede mettere assieme molte cose - anticipa Luciani - , dalla collaborazione con le istituzioni e con altri soggetti, al sostegno della popolazione. Avremo come ospite monsignore Graziano Donà, economo della diocesi di Ferrara-Comacchio, e presidente in carica della Fondazione Virgili».

La proposta non giunge in maniera estemporanea agli onori della cronaca, in quanto già oggetto di un approfondimento nell'aprile di un anno fa, durante un convegno organizzato a Palazzo Bellini, in presenza dell'assessore regionale alla scuola Patrizio Bianchi, del dirigente tecnico dell’ufficio scolastico regionale Francesco Orlando e del dirigente dell’istituto “Remo Brindisi” degli Estensi, Massimiliano Urbinati.

Proprio quest'ultimo tiene a sottolineare che «non intercorre alcuna polemica, ma se vi fossero stati i presupposti sul territorio, il liceo classico sarebbe già stato istituito. Anch'io vorrei fosse presente, ma la programmazione scolastica deve uniformarsi alla realtà, e le statistiche parlano chiaro. Mancano i numeri per istituire a Comacchio un liceo classico».

Nella sua riflessione Urbinati, ricordando peraltro come l'istituto di istruzione secondaria "Remo Brindisi" di Lido Estensi in quattro anni sia cresciuto tanto da raddoppiare quasi il numero dei propri iscritti (da 350 a 650), conseguendo così il numero necessario per consolidare la propria autonomia, fa notare poi che il liceo classico di Ferrara o quello di Ravenna servono un bacino di utenza di una intera provincia, con un numero di abitanti che sfiora le 200mila unità. «Occorrono inoltre almeno due sezioni - prosegue Urbinati -, per disporre di un organico fisso. Io sono sempre disponibile ad un confronto, naturalmente con tutti gli attori istituzionali, politici e tecnici del territorio, ma i dati sono inequivocabili e senza tenerne conto si rischia di fare un buco nell'acqua. Se c'è uno che ha a cuore la crescita della scuola, quello sono io».

Katia Romagnoli

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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