Domani fissata l’udienza sull’archiviazione del caso
GORO. È fissata per domani alle 13 l’udienza in cui il giudice Carlo Negri dovrà decidere sulla richiesta di opposizione all’archiviazione sulla morte di Willy Branchi, giovane ucciso a Goro nel 1988....
GORO. È fissata per domani alle 13 l’udienza in cui il giudice Carlo Negri dovrà decidere sulla richiesta di opposizione all’archiviazione sulla morte di Willy Branchi, giovane ucciso a Goro nel 1988. La famiglia e l’avvocato Simone Bianchi chiedono di andare avanti: «Abbiamo nuove prove, uno dei testimoni è ancora vivo e bisogna sentirlo, la verità deve venire fuori».
Non solo, secondo l’avvocato è necessario valutare le false dichiarazioni di altri testimoni e decidere se indagarli o meno. Dopo trent’anni in realtà si sa tutto: chi ha ucciso, chi ha aiutato ad uccidere e a disfarsi di quel corpo esile e martoriato, gettandolo sull’argine del Po, fuori dal paese, Goro. Si sa, soprattutto perché hanno ucciso Vilfrido Luciano Branchi, detto Willy, che aveva appena 18 anni quel 30 settembre del 1988, quando venne trovato morto, «privo di vestiti e con il corpo devastato dai colpi inferti dai suoi assassini, brutalmente pestato e colpito al volto da un chiodo sparato da una pistola usata per l’uccisione dei maiali», scrive il pm Giuseppe Tittaferrante nella sua richiesta di archiviazione dell’inchiesta riaperta nel 2014 sulla morte di Willy.
Ma le prove fino ad oggi non sono venute fuori tanto che si ha l’impressione che gli assassini di Willy siano spariti o, magari, tutti morti. Tutti tranne uno, che secondo la difesa potrebbe ancora essere sentito e far riaprire il caso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
