«Giovanni pensava alla famiglia»
Longastrino, moglie e amici ricordano l’imprenditore morto sabato. L’uomo lascia quattro figli
LONGASTRINO. Le sue passioni erano la famiglia, il lavoro, la caccia e le gare di tiro al piattello. Giovanni Gonelli, il 59enne residente nella vicina Fusignano, morto sabato pomeriggio in un incidente stradale a Longastrino lascia un grande vuoto nel paese dove abitava e a Lugo, dove aveva la sua officina che gestiva insieme ad uno dei figli. «Era una brava persona, molto dedita al lavoro con la passione per la caccia e per il tiro al piattello – afferma la moglie Graziella –, con un grande senso della famiglia. Era una persona semplice e gioviale, ma negli ultimi mesi si era chiuso a causa di una grave malattia».
Gonelli probabilmente è stato colto da un malore sabato, mentre era alla guida della sua Peugeot 307 lungo la via Pagana a Longastrino, quando improvvisamente ha invaso la corsia opposta finendo contro un camion. Gonelli lascia la moglie e quattro figli (due maschi e due femmine) di 17, 22, 24 e 28 anni.
Titoli tricolori
Giovanni Gonelli era molto conosciuto soprattutto per la sua passione per la caccia e per le gare di tiro al piattello, che disputava da tanti anni con ottimi risultati. «Giovanni era la punta di diamante della squadra di tiro al piattello dei cacciatori – sottolinea Elio Missiroli, presidente provinciale della Federazione italiana della caccia –; era sempre positivo in tutte le gare, sparava con una regolarità impressionante. In squadra insieme al figlio Marco, a Mario Cattani e ad Armando Valenti, ha conquistato quattro titoli italiani (l’ultimo nel 2017) e un secondo posto su cinque campionati disputati. E due settimane fa, nonostante la malattia, aveva vinto la selezione regionale che si è svolta a Conselice. Giovanni era molto legato alla squadra, un gruppo di grandi amici che gareggiava prima di tutto per divertirsi e se la vittoria non arrivava non era un dramma, perché erano l’amicizia e la passione per questo sport a tenerli uniti. Era una persona gioviale e allegra quando era con gli amici della squadra, negli ultimi mesi però la malattia lo aveva cambiato. Sono molto dispiaciuto abbiamo perso tutti un amico e un grande atleta, la sua mancanza si farà sentire».
Meticoloso nel lavoro
«Giovanni amava il suo lavoro di metalmeccanico di precisione – aggiunge Missiroli –, che svolgeva con grande professionalità nella sua azienda a Lugo. Nella sua officina specializzata si producono pezzi di precisione per macchinari di grandi industrie e Giovanni era sempre il primo ad andare al lavoro. Faceva colazione alle 6 del mattino nel solito bar e andava a lavorare presto, perché diceva che doveva programmare il lavoro per gli operai. Era molto scrupoloso».
Ancora non è stata fissata la data dei funerali, che si svolgeranno a Fusignano. Dopo il riconoscimento dei familiari è prevista l’autopsia, poi la famiglia potrà disporre della salma.
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