Ex Colombani nel degrado Controlli anti abusivi
Portomaggiore. Cantiere fermo da dieci anni, ma la concessione è rinnovabile Il Comune ha transennato l’area ma può intervenire solo su igiene e sicurezza
PORTOMAGGIORE. Si torna a parlare dell’area ex Gavagna e della costruzione edificata sull'area della ex Colombani di Portomaggiore. Tutti, in paese, chiamano il sito “eco mostro” che, come è noto, comprende decine di appartamenti e negozi e un supermercato mai ultimati e da anni in preda al degrado e all'abbandono.
Un problema che rischia di protrarsi per decenni. «Spero proprio di no - dice il sindaco Nicola Minarelli - L'amministrazione comunale, del resto lavora perché ciò non accada, anche se in Italia ci sono leggi precise che tutelano la proprietà privata e lasciano ben pochi, seppur importanti, spazi all'intervento dell'Ente Pubblico».
Questi spazi riguardano la sicurezza delle persone, nel caso di edifici o cornicioni pericolanti. Per prevenire tali pericoli il Comune, a sue spese, ha recintato e transennato tutta l'area calpestabile nella “piazza centrale” dell'edificio. Poi c'è il tema della sicurezza sociale che viene trattato con sopralluoghi a sorpresa, anche di notte, da Carabinieri e Polizia Municipale all'interno dei locali per evitare occupazioni abusive volte al compimento di operazioni illegali. Altra incombenza pubblica è la sicurezza sanitaria che il Comune effettua con l’Asl in particolare nei locali sotterranei diventati deposito di acque stagnanti dove proliferano pantegane e larve di zanzare.
Inoltre, nonostante la concessione edilizia sia scaduta e siano trascorsi quasi dieci anni dagli ultimi lavori effettuati, formalmente lo stabile è ancora un cantiere e la legge prevede che, in ogni momento, su richiesta ufficiale della Ditta proprietaria, il cantiere può riaprire e ottenere in modo automatico il rinnovo della concessione edilizia. Da qui l’impossibilità, da parte del Comune, di interventi più drastici.
Mario Bellini
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