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Schianto e fuga: Pajdek a processo

Schianto e fuga: Pajdek a processo

Dopo l’omicidio Tartari ebbe l’incidente all’Ipercoop e scappò: omissione di soccorso 

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Trent’anni di carcere per omicidio, 15 per le rapine del terrore dell’estate 2015 e non è finita qui: Ivan Pajdek è già a processo a Pordenone per furto aggravato di un’auto, sulla quale voleva scappare dopo al fuga da Ferara verso la Slovacchia. E, purtroppo per lui, c’è un’altra coda giudiziaria dell’omicidio di Pier Luigi Tartari gli viene contestata in un nuovo processo per omissione di soccorso, deciso per lui dal pm Giuseppe Tittaferrante, oggi non più a Ferrara. Perchè Pajdek, in fuga, dopo aver tentato di piazzare carta di credito e bancomat, con i suoi complici, scappando in auto nel parcheggio dell’Ipercoop Il Castello, si scontrò contro un’altra auto e fuggì, non fermandosi, omettendo di soccorrere l’automobilista chi aveva investito.

Era il 10 settembre 2015, il giorno dopo l’aggressione, rapina e dopo aver abbandonato moribondo Pier Luigi Tartari nel casale di Fondo Reno. Lui, Constantin Fiti e Patrik Ruszo si diedero allo shopping sfrenato con i soldi di Tartari. Con carta di credito e bancomat sottratti al pensionato. Però all’Ipercoop Il Castello non riuscirono a piazzare il loro raggiro, perchè il commesso dal quale volevano comprare un cellulare chiese documenti (la carta d’identità di Tartari) e li ritirò capendo che le persone non erano titolari dei tesserini che presentava e che si trattava di un raggiro. Erano nervosi, poco dopo i tre: Pajdek più di tutti. E dicono gli atti dell’inchiesta «i tre usciti dal Centro commerciale Il Castello, verso le 12.30 mentre si allontanavano a bordo dell’Alfa 156, hanno avuto un incidente stradale nel parcheggio con una Volkswagen Polo guidata da una donna, alla quale non avevano dato la precedenza». Scapparono e poi si diressero verso i Lidi dove terminarono lo shopping, comprando e spendendo i soldi di Tartari che avevano abbandonato agonizzate che sarebbe morto poco dopo la notte stessa della rapina in casa sua ad Aguscello. Ora il processo è da fissare, per Pajdek è stato depositato l’atto di chiusura indagini e dunque i giudici valuteranno la sua posizione, nell’udienza da fissare, per la quale è assistito da un legale d’ufficio, Enrico Segala. Resta ancora questa cosa e poco altro, visto che per Pajdek, la condanna a 30 anni per omicidio è definitiva, quella a 15 anni lo diventerà, mentre per i suo complici le condanne all’ergastolo (Fiti e Ruszo) e anche per Igor Vaclavic/Norbert Feher (suo complice nelle rapine) ha ben altro cui pensare, visti i 5 omicidi che gli pesano sulla coscienza.

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