Banca Centro Emilia verso la fusione con Ccr
L’annuncio ufficiale nel corso dell’assemblea dell’istituto reggiano Corporeno attende l’assemblea di oggi pomeriggio per scoprire le carte
Sembra profilarsi una fusione fra la Banca Centro Emilia, con sede a Corporeno, e il Credito Cooperativo Reggiano con sede a Scandiano. Questo quanto ufficialmente annunciato ai soci della banca reggiana durante l’assemblea dei soci di domenica scorsa. Lo scopo dell’assemblea, oltre a informare i soci della possibile fusione, era l’approvazione del bilancio di esercizio 2017 che si è chiuso con una perdita pari a 891.169 euro dovuta ai maggiori accantonamenti sul credito richiesti al sistema bancario dagli organi di vigilanza.
L’anno scorso, durante le assemblee di approvazione del bilancio, sia il Credito Cooperativo Reggiano che la Banca Centro Emilia avevano votato per l’adesione al gruppo facente capo a Cassa Centrale Banca-Credito Cooperativo del Nordest Spa con sede a Trento. Questo gruppo, che sarà operativo a tutti gli effetti dal 1 gennaio 2019, ha già iniziato a mappare banche e territori di appartenenza per ottenere un maggiore sistema ed una rete più efficiente. L’esito di queste analisi è quindi che il territorio emiliano sia ad alto potenziale di crescita ma, per sfruttarlo al meglio, occorre aumentare la dimensione bancaria in modo che presidi il territorio in modo più adeguato e funzionale.
Pertanto sembra che, in quest’ottica, il gruppo trentino abbia chiesto al Credito Reggiano di guardare verso territori limitrofi quali Parma e Ferrara.
La fusione del Ccr con Bce avrà quindi ottimi risvolti per il territorio: «L’investimento nel progetto da parte di Cassa Centrale - afferma il presidente Carlo Maffei - consentirà alle due banche, Ccr e Bcr, di realizzare un piano aggregativo finalizzato alla formazione di un istituto il cui raggio d’azione porterà i suoi frutti da Reggio Emilia a Comacchio, passando per tutta l’Emilia centrale. 100 milioni di patrimonio, 210 dipendenti, 900 milioni di impieghi e 1,2 miliardi raccolta».
La Banca Centro Emilia è numericamente più grande di quella di Scandiano: basti confrontare i dati di raccolta che per la Bce, stando alle informazioni finanziarie del 30 settembre dello scorso anno, ammontavano a 892 milioni 442 mila euro, mentre i dati di raccolta totale nel bilancio 2017 della Ccr sono di 610 milioni e 800 mila euro. Stando sempre ai dati di settembre la ferrarese riportava un risultato netto d’esercizio di un milione 772 mila euro. Quasi equivalente il numero di soci: la reggiana chiude il 2017 a quota 8.008, mentre la ferrarese chiudeva il 2016 con 7.781.
Per quanto riguarda le filiali è invece la Bce ad averne numero maggiore: 17 fra le provincie di Ferrara, Modena e Bologna, mentre la Ccr solo 11 e tutte nel reggiano. Il presidente Maffei prevede però che questo sia un «progetto industriale ambizioso senza sovrapposizione con il quale chiederemo di aprire altre filiali».
Il Ccr reggiano prevede quindi di convocare in autunno un assemblea in cui illustrare nel dettaglio i numeri del processo aggregativo che è ancora in fase di analisi. Tutto tace invece, per il momento, sul fronte della Banca di Corporeno, ma è verosimile che già alcune informazioni in proposito si avranno durante l’assemblea prevista per stasera alle 17.
Alberto Ravani
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