Ex Cercom e Valli in consiglio «La posta in gioco è alta»
COMACCHIO. Il tema del lavoro è stato il cavallo di battaglia di tutte le campagne elettorali locali e nazionali, «proprio per questa ragione - si legge in una nota del Comune - vuole continuare ad...
COMACCHIO. Il tema del lavoro è stato il cavallo di battaglia di tutte le campagne elettorali locali e nazionali, «proprio per questa ragione - si legge in una nota del Comune - vuole continuare ad impegnarsi, per creare le condizioni affinché i comacchiesi, giovani e meno giovani, concepiscano un percorso di studi o di lavoro all’estero non con sentimento di rassegnazione, come una sorta di condanna definitiva, ma come una libera scelta sempre e comunque reversibile». Oggi verrà proposto all’esame del consiglio l’avvio di due procedure molto importanti: «la prima consentirà ad un gruppo spagnolo, che si è mostrato interessato, di presentare un progetto di riqualificazione con rilancio della produzione in un'’area già esistente, abbandonata, in attesa di bonifica, come lo è quella della ex Cercom». In questa fase preliminare, non si perverrà ad autorizzare alcun insediamento, ma scaturirà la volontà, senza pregiudiziali, di valutare l'intervento sotto il profilo paesaggistico, ambientale e sociale. «Oltre 30 posti di lavoro in start up e 100 a regime che qualcuno ha definito come “non significativi”, ma che invece sono determinanti in un territorio così bisognoso di occupazione».
Il secondo progetto riguarda invece «il rilancio del comparto vallivo, punto programmatico di questa amministrazione votata dai cittadini, mediante l’opportunità di dare mandato alla giunta comunale per il recupero dell’attività di vallicoltura, di trasformazione del pescato e di valorizzazione delle tradizione e delle iniziative enogastronomiche mediante una sinergia pubblico-privata, così come avvenuto per il sistema museale».
Non dimentichiamo infine che prossimamente il consiglio comunale dovrà ratificare (o meno) l’accordo di programma concernente l’ampliamento del campeggio e delle terme Tahiti, del campeggio spiaggia e Mare di Porto Garibaldi, nonchè di una nuova struttura all’aria aperta “Comacchio Village” e del complesso innovativo “Collinara”. «Altri quattro interventi, caratterizzati da sostenibilità nello sviluppo, che a regime garantirebbero a questo territorio ulteriori 350 posti di lavoro. Anche in questo caso, salvo avvallo del consiglio comunale. «Abbiamo nel nostro mandato una mission ben precisa che è quella di favorire l’occupazione, come sottolineato anche dal Progetto Comacchio 2015/2020, sottoscritto 2 anni fa con tutti i partners pubblici, ma anche con sindacati, associazioni di categoria e più in generale come dettato dal Patto per il Lavoro regionale. Votare contro questi o chiederne strumentalmente il rinvio per perdere tempo, non solo allontanerebbe investitori interessati a concorrere allo sviluppo del territorio, ma significherebbe anche non perseguire il bene della nostra cittadinanza».
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