Filippina in aula per calunnia False accuse a funzionaria
Mindaro Bagorio, filippina, 39enne, era la supertestimone dell’inchiesta sulle "pratiche veloci" a favore di immigrati cinesi, perché diede il via alle indagini di procura e squadra mobile nel...
Mindaro Bagorio, filippina, 39enne, era la supertestimone dell’inchiesta sulle "pratiche veloci" a favore di immigrati cinesi, perché diede il via alle indagini di procura e squadra mobile nel lontano 2012, accusando una funzionaria della prefettura Simona Granatiero, che ora è imputata di corruzione nel maxi processo che vede imputati decine e decine di cittadini cinesi per le facilitazioni nelle pratiche di regolarizzazione: questo processo è slittato al 29 novembre prossimo, per problemi di composizione del collegio. In quello a carico della Bagorio, la ex super testimone è accusata di calunnia, ed è fissato al 5 giugno prossimo davanti al giudice monocratico: a volerlo questo processo era stata la stesa procura ritenendo del tutto inverosimili le accuse mosse dalla Bagorio alla funzionaria della prefettura, accusandola addirittura di concussione: secondo le dichiarazioni della filippina, la funzionaria avrebbe imposto coi ricatti il pagamento di 2000 euro a pratica per alcuni connazionali filippini: niente di tutto questo, poiché secondo la stessa procura (il pm dei alcuni anni fa, Nicola, Proto) vi fu calunnia. Da qui il processo fissato. Resta invece quello per le pratiche facili nato poi da quei controlli. E che vede una 40ina di cittadini cinesi nella doppia veste di vittime di reato e imputati. Per violazione della legge sull’immigrazione. Secondo l’accusa - grazie all’interessamento della funzionaria della prefettura e di un legale, e con la mediazione di tre imprenditrici cinesi, pagavano migliaia di euro per ottenere il ricongiungimento familiare, attestando falsamente residenze, abitazioni e tanto altro. Un processo a decine di cinesi per aver favorito e usufruito delle pratiche veloci. Le difese di funzionaria e legale hanno sempre ribadito la assoluta estraneità alle accuse: ieri all’udienza del processo hanno dato consenso alla validità degli atti svolti finora con un giudice che verrà cambiato e aggiornato il processo al 29 novembre.
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