«Ma Igor non ha ucciso Tartari»
I giudici spiegano i motivi dell’ergastolo a Fiti e Ruszo e “assolvono” il killer arrestato in Spagna
“Assolvono” Igor Vaclavic/Norbert Feher, un uomo che deve fare i conti con 5 omicidi e 4 tentati omicidi accertati, indicato a scoppio ritardato anche come l’assassino di Pier Luigi Tartari, il pensionato di Aguscello, rapinato, massacrato di botte e abbandonato nel casolare di Fondo Reno agonizzate nel settemrbe del 2015. Ad “assolvere” indirettamente Igor sono i giudici della Corte d’assise d’appello di Bologna che al processo del gennaio scorso avevano confermato l’ergastolo per i due giovani assassini di Tartari, Constantin Fiti e Patrik Ruszo, mentre lo ricordiamo Ivan Pajdek, giudicato a parte, ha incassato 30 anni di carcere, sentenza definitiva. La Corte bolognese (presieduta da Orazio Pescatore) spiega perchè i giudici hanno deciso l’ergastolo, confermando pressochè per intero l’impianto d’accusa della procura di Ferrara che aveva ottenuto i due ergastoli dalla Corte d’assise di Ferrara (presidente Rizzieri, a latere Landolfi), sottolineando come le toghe ferraresi avessero fotografato nel modo più preciso, dettagliato e inattaccabile la vicenda con tutti i riscontri di prova che hanno fatto da sfondo all’omicidio di Tartari commesso «non solo con credultà ma con una oggettiva tortura».
La risposta dei giudici sulle responsabilità possibili di Igor, viene fornita nelle pagine della motivazione di 33 pagine, per controbattere la tesi della difesa di Fiti (avvocato Alberto Bova) che ipotizzava che al posto del suo giovane assistito, la notte del 9 settembre 2015 non ci fosse Fiti ma Igor. Ad accusare Fiti e non Igor era stato soprattutto Ivan Pajdek che viene definito dai giudici assolutamente credibile, nonostante la «sua personalità di criminale professionale pluripregiudicato e con pericolosi complici che potrebbe aver voluto salvare accusando falsamente Fiti», riportano i giudici sulla tesi della difesa. Invece, trancianti, spiegano che «Pajdek non accusa due a casaccio ma le persone che molti atri dati istruttori autonomi legano a lui nell’inequivocabile concorso» nella rapina, nell’omicidio. «Fiti non è qui la copertura di altri rimasti nell’ombra (Igor, ndr) - sottolineano ancoar i giudici - ma il vero coplice di Pajdek e Ruszo nei mobili concorsi criminali di quella intensa attività in quel tempo, non aliena da altre alleanze in altri casi». Dunque, è vero che Igor con Pajdek e Ruszo terrorizzò il Ferrarese con le rapine prima dell’omicidio Tartari, tragedia nella quale non ebbe nessun ruolo: del resto inchieste e processi lo hanno sempre escluso: di Igor non c’è ombra, “assolto”, dunque, anche se gli stessi giudici per dovere hanno inviato gli atti alla procura per dichiarazioni di Ruszo, in aula, sulla presenza di Igor nell’omicidio, come quarto uomo, addirittura. Atti contenuti ora nel fascicolo solo “conoscitivo” aperto dal pm Savino. Atto formale, visto che tutto si è fermato a quelle parole. Per saperne di più, si dovrebbe attivare una rogatoria - come già fatto per gli omicidi di Valerio Verri e Davide Fabbri) - per chieder conto a Igor, nel carcere di Zuera di Saragozza delle “accuse” di Ruszo. Inutile tentare: poichè Igor ha già fatto scena muta davanti agli inquirenti di Bologna e Ferrara, rifiutandosi di rispondere alla montagna di prove contro di lui per tutti e i tanti, troppi, delitti italiani.
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