Contri: il Crocifisso nella sala del consiglio
CENTO. Il Crocifisso nella sala del consiglio comunale. A chiederlo con un ordine del giorno, è il consigliere comunale del gruppo misto Diego Contri. L’ordine del giorno impegna «il sindaco e il...
CENTO. Il Crocifisso nella sala del consiglio comunale. A chiederlo con un ordine del giorno, è il consigliere comunale del gruppo misto Diego Contri. L’ordine del giorno impegna «il sindaco e il presidente del consiglio ad apporre anche nella sala del consiglio comunale di Cento, luogo della più alta rappresentanza istituzionale della città, un Crocifisso come segno dell’identità del nostro Paese e come simbolo della cultura cristiana che è presente nella vita di tutti i cittadini a prescindere dal loro credo religioso e dalla libertà di culto che la nostra Costituzione garantisce». Contri evidenzia come il crocefisso non sia solo «icona religiosa del cristianesimo, ma anche e indiscutibilmente il simbolo della nostra identità culturale, di fratellanza, pace e giustizia che contraddistingue una comunità civile, ed essenza del pensiero occidentale». Contri cita quaindi una pronuncia della Corte Costituzionale e parere del Consiglio di Stato secondo cui «la croce, a parte il significato per i credenti, rappresenta il simbolo della civiltà e della cultura Cristiana, nella sua radice storica, come valore universale, indipendente da specifica confessione religiosa», «in più – ricorda Contri - l’Italia al pari di altre nazioni europee ha cercato di far introdurre nella Costituzione Europea il riferimento alle ‘radici Cristiane’. Poi il recente appello del Santo Padre Benedetto XVI lanciato alla vigilia dell’inizio delle Giornata mondiale della Gioventù a Colonia nel quale ha affermato che è importante che Dio sia presente nella vita pubblica, con segni della Croce, nelle case e negli edifici pubblici. Insomma, la decisione spetta al consiglio e l’argomento potrebbe animarlo non poco.
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