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Fusione Centro Emilia-Ccr «Faremo sinergie di scala»

Fusione Centro Emilia-Ccr «Faremo sinergie di scala»

Il presidente Accorsi: in autunno il voto assembleare, chiusura entro l’anno Bilancio positivo con massa amministrata a 900 milioni e dividendo dell’1,2%

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CENTO. All'assemblea di bilancio della banca cooperativa Centro Emilia, che si è svolta ieri alla Pandurera, c’era molta curiosità tra i soci seduti in platea. Si sapeva di un bilancio estremamente positivo, l’attenzione era quindi concentrata sulla ventilata aggregazione con il Credito Cooperativo Reggiano, che in effetti ha trovato immediata conferma nella parte, inedita, delle “Comunicazioni del presidente”. «Per meglio sfruttare - ha infatti detto Giuseppe Accorsi - le notevoli potenzialità del territorio emiliano, è stata pensata un’aggregazione tra la nostra banca e il Credito Cooperativo Reggiano di Scandiano, per dar luogo ad un unico istituto che coprirà una fascia di territorio, nell'Emilia centrale, che va dalla montagna reggiana al mare dei Lidi ferraresi. L'operazione verrà declinata attraverso un piano industriale ambizioso che, forte della diversificazione settoriale, permetterà di cogliere l'opportunità di realizzare importanti economie di scala. Il progetto di aggregazione andrà sottoposto all'esame delle autorità competenti e verrà poi votato in un’assemblea, probabilmente nel prossimo autunno, per perfezionarsi entro l'anno». L'aggregazione porterà a creare una banca con 27 filiali, oltre 16.500 soci, circa 94 milioni di euro di patrimonio, impieghi netti per 828 milioni e una raccolta totale di 1.517 milioni.

Per quanto riguarda invece il bilancio della banca Centro Emilia, approvazione scontata. Cresce del 4,5% il numero dei clienti, rispetto all'anno prima, e aumenta dell'8,7% il numero dei soci che passa da 7.781 agli attuali 8.456. La raccolta diretta segna un aumento del 1,2% e l'indiretta del 15% portando la massa amministrata a un totale di 906 milioni. Gli impieghi superano di slancio i 500 milioni e sono in aumento del 7,78% rispetto al 2016. L'utile è di oltre 2 milioni di euro e, su questo risultato, viene proposto un dividendo ai soci nella misura dell'1,2%. «Sono risultati - ha ribadito il direttore generale Giovanni Govoni - di cui andiamo orgogliosi e sono frutto della fedeltà dei nostri soci e clienti e del lavoro compiuto dalla banca per sviluppare i ricavi senza mai rinunciare ad erogare credito. Sono risultati positivi anche se, anche quest'anno, abbiamo dovuto sostenere ingenti oneri, circa 600 mila euro, a favore dei fondi di garanzia per contribuire alla risoluzione di crisi in atto in altre banche di credito coooperativo».

I risultati del bilancio, approvato come detto senza particolari sussulti, hanno soddisfatto i soci che ora aspettano, con curiosità, l'assemblea del prossimo autunno per toccare con mano quale sarà la proposta di aggregazione con il Credito Cooperativo Reggiano di Scandiano. L’operazione avviene comunque nel quadro più complessivo della riorganizzazione nazionale delle banche di credito cooperativo, che vede i due istituti in fase di fusione nella stessa alleanza del Nord est, con sede a Trento, che si salderà nel 2019.

Giuliano Barbieri



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