Il triangolo della droga Ferrara, Spagna e Albania
La provincia estense sempre più crocevia di traffici e carichi di stupefacenti Indagini di Polizia e Carabinieri in mezza Europa. E ora partono i primi processi
La droga era arrivata a Ferrara, dentro un Tir dalla Spagna oppure caricata su canotti e sbarcata ai Lidi. Quintali, quelli sequestrati dalla Polizia nel magazzino di via Marconi, tonnellate quelle intercettate dopo lo sbarco a Lido Pomposa dai Carabinieri. E dopo i sequestri, da mesi sono in corso le indagini sempre più internazionali con gli inquirenti ferraresi a caccia di riscontri in mezza Europa.
Ferrara crocevia della droga
Tanto da far ipotizzare che Ferrara possa essere diventata un nuovo triangolo della droga, appunto tra la nostra provincia, la Spagna e l’Albania. Una “fotografia” del narcotraffico a Ferrara che viene messa a fuoco anche nell’ultimo dossier dell’associazione Libera con una inchiesta giornalistica che pone sempre più la nostra regione e Ferrara come crocevia dei nuovi traffici di droga nel Centro-Nord. Soprattutto in arrivo dall’Albania, tonnellate di marijuana e hashish sbarcate sulle nostre coste tra Ferrara e Ravenna.
Indagini si spostano in Albania
Proprio nel paese delle aquile si sono spostate, ad esempio, le indagini sul carico di 2 tonnellate di marijuana sequestrate il 17 ottobre scorso sulla spiaggia di Lido Spina e che hanno già visto la condanna di uno dei “manovali” dell’organizzazione: un ragazzo di 19 anni Ronald Rapaj, condannato a 5 anni e mezzo di carcere, senza mai aver detto una parola su come e perchè fosse presente allo sbarco dei pacchi di droga, via mare. Da quanto si apprende sono in corso atti importanti a Valona, capitale della droga albanese e città di provenienza di Rapaj. Indagini al momento seguite dalla procura cittadina ma non si esclude a breve il “salto” alla procura antimafia di Bologna per dare più poteri investigativi agli inquirenti.
A caccia di prove in Spagna
Altro blitz, altro sequestro di un carico record di droga, quello dei 120 chili scoperti dalla Polizia in un magazzino di via Marconi, un carico destinato in parte alla città (zona Gad e il mercato del centro e della movida) con puntate verso il Lazio. Anche in questo caso, le indagini sui 5 arrestati, tre albanesi e due spagnoli, sono concluse: ed è arrivato adesso il momento dei processi nelle aule del tribunale.
Primo processo in giugno
Il primo fissato al 13 giugno prossimo, quando Alfred Gioka, 36 anni e Tonin Bibaj, 33 anni, albanesi e anche loro “manovali” dell’organizzazione, chiederanno di patteggiare la pena. Indagini quasi chiuse anche per il “capo” Vital Meco, 43 anni, che affittò il capannone per stoccare la droga, per Joaquin Martinez, 37 anni, di Murcia, pagato con 13.500 per trasportare droga e frutta che scaricare a Napoli e il suo aiutante Noureddine Benazzi, 43 anni che ha riferito solo di esser stato un “turista per caso” nella cabina del camion, lui come gli altri senza offrire collaborazione, riscontri all’indagine.
I trafficanti fanno scena muta
Ma l’inchiesta, pur senza nessuna collaborazione, potrebbe portare presto a sviluppi importanti, visto che gli inquirenti hanno allargato le indagini alla Spagna e verso il Centro Italia tra Lazio e Campania. Questo è lo scenario di una città e provincia diventate nuovi approdi della droga per le organizzazioni criminali, le “nuove mafie”. Senza dimenticare che per altre droghe (eroina e cocaina), il monopolio del traffico è da tempo in mano alla criminalità nigeriana. Che - per gli inquirenti - avrebbe firmato una pax con magrebini e albanesi per spartizione del mercato e distribuzione del “fumo”: il carico sequestrato in via Marconi era destinato anche ai nigeriani.
Dietro tutto il piccolo spaccio
Ma occorre riflettere sul fatto dietro grandi carichi di droga e operazioni, non può che spuntare il piccolo spaccio sotto gli occhi di tutti in zona Gad e nel centro città. Segnali, tanti, che emergono da cronache e note stampa delle forze dell’ordine sulle operazioni di controllo antidroga: l’ultima quella dei carabinieri in zona Gad, e le vie del centro Carlo Mayr, San Romano e delle Volte scattata mercoledì pomeriggio. Uno degli “spaccini” in azione in via Cassoli, un marocchino di 32 anni, è stato arrestato perchè aveva 17 grammi di hashish, divisi in dosi e nascosti sotto la sella della bici e 250 euro.
La droga spunta come i funghi
Droga e ancora droga che si raccoglie come funghi dopo la pioggia: nei giardini di via della Costituzione gli stessi carabinieri e militari dell’Esercito hanno rinvenuto un involucro con 35 grammi di marijuana. Piccoli segnali, che indicano sempre più diffusione capillare di droga e il ruolo importante di Ferrara nei traffici. E ultimo in senso temporale, il segnale offerto dall’arresto di Dmitri Untila, 20enne moldavo, scoperto dalla Polizia con 3 chili di droga in casa e 72mila euro in contanti: ieri Untila era in tribunale per il processo ma il cambio di avvocato ha fatto slittare la resa dei conti e la condanna è solo rinviata.
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