«Puntare su un turismo più lento e sui paesi emergenti»
«Essenzialità e semplicità: le cose della nostra vita quotidiana che chi ci visita deve essere in grado di apprezzare» queste, nelle parole del presidente di Confesercenti Ferrara, Stefano...
«Essenzialità e semplicità: le cose della nostra vita quotidiana che chi ci visita deve essere in grado di apprezzare» queste, nelle parole del presidente di Confesercenti Ferrara, Stefano Bollettinari, sono le linee guida che indirizzeranno la proposta turistica della nostra città nei mesi a venire. «Le nuove tendenze internazionali - conferma poi il presidente regionle di Confesercenti Stefano Bollettinari - richiedono un turismo che dia un’emozione: un turismo più lento che entri nello spirito del luogo».
In questi termini verrà infatti presentata la proposta turistica ferrarese agli operatori turistici internazionali che faranno visita la città da domani a lunedì nell’àmbito della XXII borsa di turismo delle 100 città italiane e borghi d’Italia.
Strategica la composizione del gruppo: su un totale di 18, tolti i 4 dell’Austria e i 5 della Germania, paesi che già conoscono bene la proposta turistica di Ferrara, gli altri provengono tutti da paesi con un grande potenziale turistico. Si punta infatti sull’Europa dell’est con tour operator da Croazia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria, e sull’Asia, Cina, India e Giappone. Il turismo ferrarese si apre poi, non solo a nuovi paesi e continenti, ma anche a nuove modalità: «Abbiamo selezionato tour operator che operano in particolare nell’ambito dei ricevimenti di nozze» afferma sempre Bollettinari.
«In città come Ferrara si può vedere l’Italia vera» commenta infine il vicesindaco Massimo Maisto. «È inoltre importante - continua - lavorare su paesi che prima non erano molto considerati: l’anno scorso i turisti polacchi sono quasi arrivati al livello di quelli spagnoli». L’obiettivo, dichiara infine, è quello di «superare le 500 mila presenze annuali in città». L’anno scorso eravamo a quota 480, il traguardo, quindi, non è poi così lontano.
Alberto Ravani
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