Un cliente si tolse la vita
I primi processi e le indagini erano già in corso, nel febbraio 2014, per far luce sui trucchi truffaldini di Riccardo Schincaglia. Ma in procura, tutto era frammentato, tanto che le indagini su...
I primi processi e le indagini erano già in corso, nel febbraio 2014, per far luce sui trucchi truffaldini di Riccardo Schincaglia. Ma in procura, tutto era frammentato, tanto che le indagini su singoli fatti erano in carico a ben 4 magistrati. Poi in quel febbraio, ad un artigiano di Porotto, E.P., 48 anni, venne recapitata una cartella dell’Agenzia entrate per 80mila euro di tasse e tributi non pagati. Emerse subito che il suo commercialista era Riccardo Schincaglia. Per quella cartella esattoriale, E.P. si tolse la vita con un fucile, sconvolto dal dover pagare ciò che diceva di aver già pagato, tanto che l’inchiesta sulla sua morte fu rubricata come “istigazione al suicidio”, ma non ebbe seguito. Quella tragedia, però, fece fare il salto all’inchiesta: affidata ad un solo pm, Nicola Proto, le indagini di Guardia di finanza e Agenzia delle entrate misero in luce la Grande truffa di cui è accusato oggi il ragionier Schincaglia.
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