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Sì a BerRo, gli ex sindaci tornano in campo

Sì a BerRo, gli ex sindaci tornano in campo

Aguiari, Cavallina, Capisani e Parisini: non si può rinunciare alle occasioni che si aprono con la fusione

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SERRAVALLE. Continuano le iniziative del Comitato per il Sì al referendum per la fusione tra i comuni di Berra e Ro. Quattro ex sindaci dei due centri (Aguiari, Cavallina e Capisani per Berra, Parisini per Ro) sono in prima linea. «Riteniamo utile impegnarci per creare le condizioni perché si possano affermare le ragioni del Sì – sostengono - alla proposta di fusione. Riteniamo, per l'onore e per la responsabilità di aver ricoperto il ruolo di primi cittadini dei due comuni rivieraschi del Po, di avere ora la responsabilità di avviare il processo costituente poiché tante sono le ragioni per diventare economicamente più forti, in un contesto di aumentata capacità di promuovere la crescita dell'area dell'ex mandamento copparese ed ora dell'Unione dei Comuni, garantendo migliori e più puntuali servizi, investimenti in opere pubbliche e manutenzioni, promozione economica».

Oltre 30 i cittadini che hanno partecipato all'ultimo incontro, nella sala del centro civico di Serravalle. La presentazione è stata di Diego Cavallina, che ha illustrato le principali motivazioni del perché questa fusione deve avvenire, non solo quelle economiche (come già detto in caso di fusione arriveranno contributi a fondo perduto di circa 15 milioni in 10 anni), ma anche di opportunità, come quella di accedere ad altri contributi. «Se questa fusione non dovesse arrivare - ha detto Cavallina - continueremo con la nostra “Depressione Civica", dove chi governa non avrà molti margini di intervento». Più tecnico l'intervento di Capisani, percorrendo a grandi passi quello che è la relazione di fattibilità. Ultimo dei relatori Filippo Parisini: molto ottimistico e pieno di suggerimenti il suo intervento. L'ex sindaco roese si è fatto ed ha fatto molte domande del perché non poter fare molte cose per lo sviluppo del territorio, opportunità che si avrebbero con la fusione. Non è mancato il dibattito, trasversale, con cittadini di tutti i paesi: presenti diversi amministratori in essere, che hanno portato il loro contributo al Sì. «Non si può e non si deve rinunciare a questa occasione», il filo conduttore.

Ma non è mancato il pessimismo da parte di qualche cittadino, «perché la realtà fin qui vissuta ci porta a non essere ottimisti». Molti i suggerimenti, a partire dal potenziamento dei servizi per arrivare alla formazione in agricoltura, ricordando una grande realtà come Capa Cologna, senza dimenticando l'industria. E poi le infrastrutture, la viabilità, l'istruzione e molto altro. «Ma questo - ha ribadito Cavallina - sarà il compito dei futuri amministratori». Prossimo incontri, il 25 a Cologna e il 4 giugno a Berra. (d.m.)



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