Tutti in fila per il gadget, anche quello più inutile
«Signora, ma per che cosa si è messa in coda?». «Ah, non lo so». È impreparata. «Ma siamo in coda per provare a vincere un viaggio» suggerisce quella dietro di lei. Questo, un dialogo ai limiti del...
«Signora, ma per che cosa si è messa in coda?». «Ah, non lo so». È impreparata. «Ma siamo in coda per provare a vincere un viaggio» suggerisce quella dietro di lei. Questo, un dialogo ai limiti del surreale, a cui si poteva assistere ieri mattina lungo la coda dell’affollato gazebo Eurospin.
Molti e affollatissimi gli stand dello sponsor village presenti ieri mattina sul listone di piazza Trento Trieste. Parte già alle 9:30 la caccia al gadget. È una caccia all’insegna di una gratuità, molto spesso solo millantata. C’era di tutto: sacchetti con i lego, frutta fresca, occhiali da sole, cappellini, figurine, bevande energizzanti e portachiavi; per non parlare di sporte, sportine, palloncini e bandierine. Eccolo qui il bestiario della fiera del “mai più senza” che accompagna ogni evento di una certa portata. Ed erano tutti lì, accalcati, per cercare di raccogliere di riffa o di raffa tutto ciò che di gratuito veniva elargito.
«È sempre una bella atmosfera di festa il Giro, in ogni città - dice la ragazza di uno stand che segue la manifestazione sin dalle prime tappe siciliane - Qui la gente è anche gentile, a volte può diventare anche violenta. Sai, noi distribuiamo i gadget e nelle altre tappe, quando erano finiscono, è capitato qualcuno si arrabbiasse». Episodi che si commentano da soli.
Attenzione però, a volte, per ricevere un regalino o anche solo partecipare ad una pesca a premi, viene chiesto di inserire dei dati personali, anche banali all’apparenza: nome, cognome, data di nascita, email. I dati però, sopratutto al giorno d’oggi, hanno un grande valore anche commerciale, forse addirittura di più della manciata di euro che quei vari oggettini costerebbero sul mercato. Non era così gratuito, il prezzo eravamo noi. (a.r.)
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