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Addio senza rimpianti all’Unione dei Comuni

di Samuele Govoni
Addio senza rimpianti all’Unione dei Comuni

I sindaci non ci ripensano: difficile interrompere qualcosa che non è mai iniziato «Importante mantenere le convenzioni». Il Pd di Cento: fallimento del progetto

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CENTO. «L’Unione dei Comuni è finita? Sarebbe più corretto dire che non è mai cominciata». Il sindaco di Terre del Reno, Roberto Lodi, non si nasconde dietro a un dito e guardandosi indietro, a quello che è stata l’Unione negli ultimi anni non ha problemi a dire che questo percorso non ha motivo di proseguire. Del resto il primo cittadino trova dalla sua stessa parte anche Fabio Bergamini, sindaco di Bondeno, Fabrizio Toselli, sindaco di Cento e Daniele Garuti, sindaco di Poggio Renatico e presidente pro tempore dell’Unione dei Comuni dell’Alto Ferrarese. Solo Barbara Paron, sindaco di Vigarano Mainarda, si dice contraria a questa scelta. «Formalmente l’Unione non si è mai costituita quindi è difficile sciogliere qualcosa che non c’è. Ci siamo resi conto - spiega Garuti - di non poter sovraccaricare ulteriormente i nostri uffici comunali e l’Unione comporterebbe proprio questo; del resto si tratta di una specie di mini provincia e ora come ora non ce lo possiamo permettere». C’è un punto fisso, ovvero quello di proseguire con le convenzioni dei servizi. «I servizi condivisi come la polizia municipale, la protezione civile, i servizi sociali hanno sempre funzionato bene e, anche se si abbandonerà il discorso dell’unione, questi resteranno», afferma Toselli. E continua: «Fin dall’inizio questa Unione non è mai stata operativa. Si tratta di un altro ente e quindi altra burocrazia e ora, non possiamo permetterci di dirottare enerie e risorse in questo progetto. L’importante - conclude - è mantenere i rapporti e le sinergie». È vero, abbandonare la nave dell’Unione significa abbandonare fondi regionali.

«Ma stiamo parlando di 9 milioni di euro da dividere per 43 Unioni, significa che a ogni Comune arriverebbero 20 o forse 30mila euro e - spiega Garuti - ora come ora è uno sforzo non sostenibile». Come dire che il gioco non vale la candela. Anche Bergamini la pensa come gli altri: «Lavoreremo meglio, resteremo fianco a fianco per le convenzioni ma senza pensare ad una Unione che non c’è mai stata. Era arrivato il momento di dire basta, inutile continuare a prendersi in giro». A proposito dei tanti impegni a cui i Comuni stanno facendo fronde nell’ordinaria amministrazione, Lodi ha aggiunto: «Ci sono molti cantieri post sisma in corso o che stanno per partire. I dirigenti dei miei uffici - dice - sono già abbastanza impegnati così, non posso chiedere di più». A spalleggiare il sindaco Paron il Pd di Cento che ammonisce: «Il triste epilogo dell’Unione dei Comuni desta preoccupazione. L’abbandono del progetto di unificazione delle virtuosità in compensazione alle debolezze, è una grave perdita di opportunità per le nostre realtà in termini di efficienza dei servizi e del flusso economico che la Regione avrebbe supportato attraverso fondi dedicati».

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