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Colpi a Voghiera e S.Biagio: velox inguaia il rapinatore

Colpi a Voghiera e S.Biagio: velox inguaia il rapinatore

Ci sono forti sospetti su un uomo di 37 anni arrestato dai carabinieri a Rimini. La sua auto in fuga fotografata dal dispositivo di controllo stradale della Celletta

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SAN BIAGIO. Svolta nelle indagini sulle rapine del 28 aprile scorso ai danni della farmacia Trevisani di San Biagio di Argenta e della tabaccheria Piva di Voghiera. Gli inquirenti sospettano che un uomo di 37 anni, arrestato nei giorni scorsi dai carabinieri di Rimini, sia l’autore di entrambi i colpi che avevano fruttato rispettivamente 500 e 700 euro. Un’ipotesi a cui gli inquirenti stanno lavorando, ma i riscontri e le prove raccolti finora vanno tutti in questa direzione.

Si tratterebbe di un tossicodipendente, già conosciuto dalla forze dell’ordine della riviera romagnola. L’uomo è stato arrestato subito dopo un colpo messo a segno proprio a Rimini. A comparare le prove, ci hanno pensato i carabinieri del Norm della compagnia di Portomaggiore grazie anche alla collaborazione fornita dalla polizia municipale dell’Unione Valli e Delizie.

Indagini partite sia dalla visione dei filmati delle telecamere private (l’uomo era a viso scoperto) ma soprattutto da un accurato controllo delle auto in transito sotto l’occhio vigile dell’autovelox posizionato sulla statale 16, nei pressi del Santuario della Celletta.

A poche ore dalle rapine, gli investigatori, avendo in loro possesso alcune segnalazioni e fra queste alcuni elementi della targa, hanno “chiesto” al dispositivo che scatta fotografie a chi non rispetta i limiti di velocità, di rivelare se nell’arco di tempo fra la rapina di Voghiera e quella di San Biagio, c’erano auto che avevano quelle prime lettere. Nel giro di pochi istanti, proprio nella direzione Argenta-San Biagio, ne sono comparse alcune e guarda caso, una - che tra l’altro si è beccata un velox perché superava il limite consentito -, aveva gli stessi numeri di targa dell’auto bloccata a Rimini.

L’indagine dei carabinieri portuensi sarebbe a buon punto, mancherebbero cioè solamente alcuni dettagli. Come si ricorderà, il 28 aprile, alle 6.30, un uomo tra i 30 e 40 anni, con accento italiano, brandendo un lungo coltello da cucina, si era fatto consegnare 700 euro dall’esercente della tabaccheria Piva di Voghiera. Due ore dopo(ci sono le prove che è transitato in auto in raggio d’azione dell’autovelox della Celletta), un uomo con le stesse caratteristiche, era entrato nella farmacia Trevisani a San Biagio. Mostrando una certa abilità nel passarsi da una mano all’altra un lungo coltello, aveva intimato ai due farmacisti di non fare gli eroi. Poi li aveva chiusi a chiave nell’ufficio retrostante la farmacia, per poi agire indisturbato e rubare il fondo cassa di circa 500 euro.

Giorgio Carnaroli
 

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