«Informagiovani, che flop su Facebook»
«L’Ufficio Informagiovani del Comune di Ferrara dovrebbe chiamarsi “BloccaGiovani” visto come reagiscono alle opinioni personali degli utenti» è l’accusa che un giovane ferrarese, Giacomo Caniato,...
«L’Ufficio Informagiovani del Comune di Ferrara dovrebbe chiamarsi “BloccaGiovani” visto come reagiscono alle opinioni personali degli utenti» è l’accusa che un giovane ferrarese, Giacomo Caniato, lancia al servizio del Comune di Ferrara dopo essersi visto bloccato dall’omonima pagina su Facebook.
«Non ricordavo neanche di aver messo like a quella pagina e quando alcune settimane fa mi è comparso un post ho cominciato a seguirla più attentamente - ripercorre Giacomo - da lì ho scoperto quanto poco seguito e, a tratti, assolutamente inutile sia questo servizio su Facebook che, approfondendo la ricerca, è pagato con i nostri soldi».
In effetti, a ben vedere, sono rare le reazioni ai contenuti che la pagina Facebook di Informagiovani rilancia, molte le notizie che non hanno alcun seguito digitale, commenti compresi.
«Passi per la newsletter, il cui riscontro è difficilmente sondabile, ma perché un post sull’agricivismo dovrebbe interessare ai giovani ferraresi? Oppure per quale ragione creare un’inutile sovrapposizione con la comunicazione dell’università? Senza parlare di workshop sugli acquerelli che ha dell’incredibile».
«Dopo le mie opinioni personali in cui evidenziavo la semplice realtà nei modi corretti, ovvero che quella fatta non è una comunicazione a mio parere efficace, e i risultati purtroppo lo dimostrano, la responsabile di Informagiovani mi ha scritto privatamente e poi (dopo avermi bloccato anche sul suo profilo personale, impedendomi di rispondere), a nome della pagina, è stato pubblicato un lungo post dandomi dell’hater (termine dispregiativo dall’inglese “odiare” ndr), accusandomi di aver messo in piedi una campagna diffamatoria e come se non bastasse cancellandomi tutti i miei pareri personali ai post. Un situazione ridicola e paradossale al tempo stesso a cui non volevo credere. Non vengono mai menzionati i reali interessi dei giovani, quali gli intrattenimenti serali (non le corde di violino) e nemmeno gli intrattenimenti sportivi. Spero in un incontro personale per migliorare l’offerta che viene fatta».
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