«La morte improvvisa non è solo nello sport»
Comacchio, esperti a confronto su un tema molto sentito e poco conosciuto Zaccheroni: «La prevenzione fondamentale anche per chi non è un atleta»
COMACCHIO . Si è puntato l’accento sulla prevenzione e sugli stili di vita virtuosi alla tavola rotonda organizzata ieri mattina, a Palazzo Bellini, dall’associazione cardiotrapiantati di Comacchio e dall’Asl di Ferrara, alla quale hanno preso parte esperti in patologie cardiovascolari, ma anche personaggi autorevoli del mondo dello sport.
«La morte improvvisa nello sport è uno dei numerosi convegni medico-scientifici divulgativi dedicati alla sensibilizzazione della popolazione - ha dichiarato nella sua qualità di referente scientifico dell’Acti, Ettore Ferroni, medico di famiglia - sulla prevenzione e sulla conoscenza delle patologie cardiovascolari. Non è l'unica attività, perché la nostra sezione, nata nel 1997 si dedica anche all’assistenza e al trasporto dei residenti nei nosocomi di tutta la Regione con 12 volontari autisti, tra i suoi 330 soci».
La prescrizione imposta dal decreto Balduzzi sull'obbligatorietà di dotare tutti gli impianti sportivi di un defibrillatore ha costituito il fulcro del dibattito, consentendo proprio all'Acti di Comacchio, presieduta da Vasco Stravaganti, di mettere in luce il proprio impegno alla diffusione dello strumento, di grande utilità per salvare vite umane. «Abbiamo implementato sul territorio la presenza dei defibrillatori - ha aggiunto Ettore Ferroni - donandone alle società sportive dilettantistiche, al palazzetto dello sport di Comacchio e anche alla medicina di gruppo della casa della salute San Camillo, con il coinvolgimento del centro di riabilitazione cardiovascolare dell'ospedale del Delta». In Italia su ogni 60mila decessi all’anno uno solo è da ricondurre ad arresto cardiaco improvviso, mentre nel mondo dello sport la proporzione è di uno su 100mila morti.
«È un fenomeno meno frequente nello sport rispetto alla popolazione generale - ha commentato Biagio Sassone direttore delle unità operative di cardiologia dei presidi ospedalieri dell'Asl di Ferrara -, ma il clamore assordante nella percezione generale quando succede ad uno sportivo professionista, determina una percezione distorta». Alberto Zaccheroni, ospite insieme a Laura Fogli e Ruben Buriani dicendosi onorato per l'invito di Sassone, ha rimarcato come sia «fondamentale l’opera di sensibilizzazione anche al di fuori del mondo dello sport, per capire come ridurre la morte improvvisa per arresto cardiaco. Ora c'è l'obbligo del defibrillatore anche per le società non professionistiche».
Katia Romagnoli
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