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E ora giù la maschera. I carristi vogliono risposte dal Comune

E ora giù la maschera. I carristi vogliono risposte dal Comune

Cento, le società carnevalesche preoccupate per il futuro. I Toponi: solo promesse. Rio? Non sappiamo se andremo

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CENTO. C’è aria di protesta e malumore ai capannoni del Carnevale di Cento. Dai pagamenti, solo per metà, di premi ed ingaggio alle società per l’edizione 2018 al rischio di veder sfumare la sfilata al Sambodromo di Rio de Janeiro del 2019. Dalla mancata stesura del Regolamento all’incertezza sul futuro delle società e del Carnevale di Cento.

Per le associazioni carnevalesche e l’organizzazione Manservisi Eventi, tutto è appeso ad un filo e la speranza, è che escano dal cassetto del Comune, importanti novità. Ma non solo. Anche risorse e certezze. Senza quelle, senza il saldo dei premi e dell’ingaggio tutte le società carnevalesche, dopo aver anticipato tanti soldi di tasca propria, sono in difficoltà. Anche nelle casse della Manservisi Eventi pare proprio manchino entrate delle edizioni 2016 e 2017, e tutta l’edizione 2018. Una cifra che supera nel complesso, i 500mila euro. La delusione nei capannoni è tangibile: «Quest’anno come società- riferisce Luca Pedrazzi dei Ragazzi del Guercino – abbiamo investito 43mila euro, a fronte di un ingaggio di 21mila (più i premi 2018), ma ad oggi solo a parole. Mancano ancora i premi.

Ogni giorno andiamo in Comune, telefoniamo, mandiamo mail, ma nessuno risponde o ci considera. Sarebbe ora di pensare al 2019, ma è impossibile pensare ad un nuovo carro, con debiti in sospeso». Situazione complicata anche per i Toponi: «Il nostro carro è congelato, fermo negli hangar – riferisce il presidente Sergio Contri - in attesa di sapere se si andrà a Rio. Non possiamo più aspettare. La promessa era di incontrarci a marzo, ma nulla. Siamo tutti in attesa che il Comune concluda i versamenti. Si sperava qualcosa di meglio». Mentre i Fantasti100 preferiscono non intervenire, in attesa di una riunione interna della società, «l’immobilismo», che si sta vivendo nel mondo del carnevale a Cento, per Paolo Zanarini dei Mazalora, «non porterà a realizzare un grande carnevale. Senza sapere quali saranno le regole, i carristi rimangono immobili. Senza risposte e con poco tempo, si farà fatica a realizzare un carro decoroso. Il Comune deve decidere se intende puntare, o no, sul carnevale».

È chiaro anche Giancarlo Dinelli del Risveglio: «C’è malumore. La situazione è critica. Noi avanziamo ancora circa 10mila euro, sui 24mila concordati. Abbiamo già acquistato una maschera da 5mila euro, mettendo di tasca nostra. Attendiamo l’incontro col Comune, e anche con Cmv, per parlare del futuro del carnevale». (b.b.)
 

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