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Negozio chiuso per protesta

Negozio chiuso per protesta

Il cartello davanti alla bottega di orto-frutta: noi, esclusi dalla sagra

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PORTO GARIBALDI. Partenza in quarta per la Sagra della seppia e della canocchia di Porto Garibaldi, nonostante una coda polemica piovuta come un fulmine a ciel sereno, proprio nella giornata inaugurale. Gli oltre duemila commensali che, in due giorni, si sono alternati a pranzo e a cena nello stand dell’evento gastronomico, hanno infuso agli organizzatori del consorzio L’Alba e ai tanti volontari impegnati in cucina la carica giusta, per lasciare alle spalle le accuse mosse dal titolare del negozio di frutta e verdura La Ciliegia. Lungo il percorso espositivo della sagra è comparso sabato sera un cartello con cui un negozio di orto-frutta informava la clientela della propria chiusura domenicale «per i disagi creati dalla sagra - si legge -, per via di un’organizzazione approssimativa e alquanto sospetta, che prevede l’ingente penalizzazione di alcuni commercianti, contro la salvaguardia di altri.

Ci vediamo costretti a rinunciare al lavoro domenicale - chiude il messaggio trascritto sul cartello - che risulta assolutamente esiguo». Sorpresa e amareggiata, Lorena Carli, presidente del consorzio dei commercianti “L’Alba”, che da otto anni organizza con successo la sagra, portando in tavola i sapori della buona cucina marinara di Porto Garibaldi, fa notare che «non ci è arrivata nessuna segnalazione e questo dispiace, perché si sarebbe potuto discutere civilmente. Il commerciante non è un nostro associato, ma è bene specificare che la chiusura delle strade vale per tutti e le norme del decreto Minniti sono rigorose e vanno rispettate». Per il consorzio L’Alba non può passare sotto silenzio lo scopo dell’evento gastronomico, che è quello di promuovere il territorio e le sue eccellenze gastronomiche in bassa stagione. In attesa del secondo, conclusivo fine settimana di sagra, il piatto in pole position resta il gratinato con seppie, canocchie e capasanta ripiena.
 

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