Allarme processionaria, bimbi e animali sotto controllo
LIDO ESTENSI . Le fronde imponenti e profumate dei pini costituiscono da sempre uno dei biglietti da visita dei Lidi e fanno bella mostra di sé in migliaia di cartoline in bianco e nero, che...
LIDO ESTENSI . Le fronde imponenti e profumate dei pini costituiscono da sempre uno dei biglietti da visita dei Lidi e fanno bella mostra di sé in migliaia di cartoline in bianco e nero, che ritraggono lo sviluppo della costa sin dagli anni ’50. Alla loro presenza è tuttavia correlato un temibile insetto, noto come “processionaria del pino”. Mentre il Comune effettua annualmente attività di prevenzione e di contrasto all'insorgere di eventuali focolai di processionaria, attraverso il monitoraggio ed i trattamenti alle alberate di proprietà pubblica (poste lungo le strade o nei parchi), non sempre i privati che possiedono pini nei loro cortili, si adoperano con analoghe azioni di prevenzione o di rimozione dei cosiddetti “nidi” di processionaria.
Per rendere più efficaci i propri interventi, il Comune adotta ogni anno un'ordinanza rivolta ai proprietari dei pini, in modo da ridurre potenziali infestazioni, che possono provocare guai seri all'apparato respiratorio, specie in soggetti asmatici o negli animali domestici, qualora entrassero in contatto con i bozzoli filamentosi ed urticanti della processionaria. «In questo periodo si possono vedere solo i nidi vuoti - riferiscono i carabinieri forestali dell'ufficio territoriale per la biodiversità di Punta Marina, competente sul territorio di Comacchio -, in quanto la processionaria resta attaccata da gennaio a febbraio sui rami, poi comincia a muoversi, formando le cosiddette processioni di larve che scendono dal tronco sino a terra».
«I rami infestati vanno tagliati in inverno - proseguono i militari -, mentre in estate si possono mettere in atto altri accorgimenti, con trappole a feromoni, per catturare le farfalle ed impedire così che si possano diffondere su altri pini».
Nel territorio l'infestazione da processionaria incide sulle conifere, ma in altre zone del Paese colpisce pure le latifoglie. La profilassi a carico dei privati è obbligatoria per ragioni di salute pubblica. Tra le norme di comportamento generale suggerite nella home page del sito del Comune, anche quella di non avvicinarsi alle larve che si muovono in processione e di tenere sotto controllo bimbi e animali domestici, talvolta incuriositi dal fenomeno e di consultare il medico in caso di contatto accidentale agli occhi o di inalazione o di ingestione dei peli urticanti.
Katia Romagnoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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