Epilessia, il punto tra i ricercatori a Epixchange 2018
Il gruppo di ricerca sull’epilessia (vedi foto) del professor Michele Simonato, docente di Farmacologia di Unife, è una delle gambe su cui sta marciando il progetto europeo che punta ad agevolare la...
Il gruppo di ricerca sull’epilessia (vedi foto) del professor Michele Simonato, docente di Farmacologia di Unife, è una delle gambe su cui sta marciando il progetto europeo che punta ad agevolare la collaborazione tra team di studio e a migliorare la diffusione delle informazioni nella popolazione e tra i pazienti. Il tema viene affrontato in questi giorni a Bruxelles (oggi la conferenza stampa, domani e dopodomani gli esperti al lavoro) nell’ambito di EpiXchange 2018, l’evento che riunisce i migliori ricercatori europei impegnati nello studio di questa patologia. Circa 50 milioni di persone soffrono di epilessia, che è oggi una delle malattie neurologiche più diffuse al mondo. «Le epilessie – spiega Simonato - sono malattie comuni e spesso devastanti per i pazienti e per coloro che se ne prendono cura. Hanno un costo personale e sociale tra i più elevati in assoluto, e le terapie oggi disponibili sono carenti da moltissimi punti di vista. Eppure di epilessia si parla poco, perché ancora oggi i pazienti sono oggetto di stigma. Vengono cioè isolati o discriminati». Il meeting è la continuazione di un’iniziativa nata nel progetto Epixchange, che si è svolto a Ferrara nel 2015, coordinato dallo stesso Simonato, «che - dice - aveva lo scopo primario di sviluppare strategie alternative a quelle classiche, farmacologiche e chirurgiche. Ora vogliamo metter in comune le scoperte fatte dai vari progetti e disegnare una strategia di sviluppo della ricerca che porti davvero a soddisfare le necessità dei pazienti». Andare oltre, cioè, il trattamento farmacologico che spesso è solo sintomatico per arrivare a definire le cure più efficaci per la malattia. I partecipanti a EpiXchange sono ricercatori di fama internazionale che hanno ottenuto un finanziamento complessivo di oltre 70 milioni di euro da parte dell’Unione Europea. Si parlerà di genetica, terapia, biobanche e database, biomarcatori e comorbilità.
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