Fusioni, il No è compatto «Servizi migliori? Ipotesi»
Marchi, Felisati e Zampieri contro le unioni Ro-Berra e Tresigallo-Formignana «Noi sempre coerenti, anche chi era per il Sì ora sembra aver cambiato idea»
RO-BERRA. Il percorso che porta al prossimo referendum nei Comuni dell’Unione Terre e Fiumi che voteranno per decidere la fusione è in piena attività.
I contrari alla fusione hanno espresso una posizione netta. Paola Marchi, consigliere di Tresigallo, Cristina Felisati, consigliere di Ro, e Paolo Zampieri, referente per il No a Ro-Berra, esprimono così la loro opposizione: «I cittadini devono essere informati sul valore del referendum sulla fusione proposta nei comuni di Ro e Berra e di Tresigallo e Formignana, perché si ritiene azzardata una fusione irreversibile senza progetto reale e senza piani strategici. Esiste solo una del tutto ipotetica presunzione di miglioramento dei servizi. Ma è possibile che dei comuni ampliati territorialmente possano sopravvivere solo migliorando i servizi? Noi pensiamo che solo costruendo le risorse integrative e le realtà economico sociali si potrà sopravvivere. Riteniamo l'ipotesi di fusione - dicono gli esponenti del No - una visione miope, con ritardo atavico di programmazione territoriale, sviluppo rurale e diversificazione economica in un progetto di area vasta, da discutere con il massimo possibile dei portatori di interesse. La coesione territoriale può assicurare lo sviluppo, assieme al riconoscimento delle specificità territoriali, valorizzando le piccole comunità, luoghi di memoria. Perché non attingere ai poco sfruttati fondi europei? Perché per i progetti di questo tipo necessitano di preparazioni credibili. Le fusioni dei piccoli comuni funzionano se seguono a progetti reali e non come piccole strutture di bottega, per arrivare a piccoli finanziamenti. Perdendo potere contrattuale, e identità. Quindi no alle fusioni fatte per fare cassa», sostengono Marchi, Felisati e Zampieri.
Felisati, poi, aggiunge: «Come mai, ora, grandi e piccole reti ora si esprimono per il No, mentre in passato solo noi abbiamo votato contro questa decisione? E come mai anche chi aveva votato si ora sembra aver cambiato idea? Forse che per gli opportunisti ora è meglio aver cambiato posizione, in vista delle prossime elezioni e come potranno cambiare il loro voto, o giustificare la decisione? La nostra, mia e di Paola Marchi, è coerente. I partiti dovranno pronunciarsi - conclude Felisati - ma non potranno che lasciare molto margine di decisione ai cittadini, perché la tematica è troppo delicata e riguarda la sfera personale. Ed i cittadini dovranno decidere».
Alessandro Bassi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
