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La “rivoluzione” mancata dei pentastellati: società “in house” e raccolta porta a porta

Il tema rifiuti ed la relativa raccolta sono al centro dell’ordine del giorno discusso nella seduta di ieri del consiglio comunale e presentato, il 19 ottobre dello scorso anno, dal consigliere...

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Il tema rifiuti ed la relativa raccolta sono al centro dell’ordine del giorno discusso nella seduta di ieri del consiglio comunale e presentato, il 19 ottobre dello scorso anno, dal consigliere grillino Cludio Fochi. «L’atto è ancora attuale - dichiara il consigliere Fochi - Noi partiamo da un serie di criticità rilevate a Hera spa dall’ Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione, ndr). È stato contestato, in primis, il prolungarsi delle proroghe per la quasi totalità delle convenzioni di affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani». Seguono poi altre 11 punti-criticità che Fochi ha estrapolato dalla delibera Anac. «Una delle accuse più gravi - continua Fochi - è la violazione dei principi della libera concorrenza imponendo ai concorrenti la richiesta di requisiti discriminanti quali quelli che pongono limitazioni territoriali ai fini della partecipazione alla gara». A questo il consigliere aggiunge poi un forte «j’accuse di una mancanza di condivisione dei cittadini sulle calotte. Atesir (Agenzia territoriale dell’Emilia Romagna per servizi idrici e rifiuti e di cui il sindaco è presidente, ndr) è pertanto responsabile per la mancanza di programmazione tecnico amministrativa, scarsa capacità normativa e gestione dei tempi dovuti per gli appalti e contratti con Hera spa». I pentastellati però non vogliono solo criticare: «per essere anche propositivi abbiamo fatto richieste alla giunta - spiega Fochi - come, ad esempio, chiedere di attivarsi per aumentare su tutto il territorio comunale il sistema di raccolta porta a porta senza che siano violati i principi della libera concorrenza evidenziati da Anac. Uno dei sistemi più virtuosi è un porta a porta “spinto”, l’esempio è Treviso e il gruppo Contarina. Si chiede anche di attivarsi per implementare una società “in house” per raccolta e smaltimento rifiuti, sulla base dell’esempio virtuoso di Forlì».

Interessante infine notare come l’esempio di Treviso sia posto come modello di economia circolare anche nel contratto del governo grilloleghista.

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