Mamma Teresa agli studenti «Mio figlio morto di bullismo»
COMACCHIO . «Bisogna andare avanti con una consapevolezza aggiunta. Il dolore è energia che va rinnovata e redistribuita, un’esperienza messa al servizio dell’altro. Non è solo il racconto della...
COMACCHIO . «Bisogna andare avanti con una consapevolezza aggiunta. Il dolore è energia che va rinnovata e redistribuita, un’esperienza messa al servizio dell’altro. Non è solo il racconto della morte di mio figlio, perché con questo mio impegno porto in vita mio figlio. Ho abbandonato la concezione materiale della vita. Credo nell’elevatura dello spirito». È un donna forte Teresa Manes, che ha sublimato la tragedia del suicidio del figlio 15enne Andrea, vittima di bullismo, in impegno sociale, per incidere sul terreno fertile di determinati comportamenti che dalla sopraffazione, alla violenza, all'omertà fanno assomigliare il bullo ad un mafioso. La Manes, accompagnata da Alessandro Gallo, scrittore, ha raccontato la propria esperienza davanti agli studenti al culmine della terza edizione del progetto “Libera dalle mafie Comacchio”.
«I tagli, piccole ferite che si possono riscontrare negli adolescenti - ha sottolineato Teresa Manes - non sono mode del momento, ma elementi di rischio. Bisogna educare il gruppo, che è la prima vera famiglia per i ragazzi, prima che si trasformi in branco». Il progetto, condotto da Giorgia Mezzogori (Politiche educative del Comune) e da Maurizio Cinti (Delta Cinematica) è documentato in 4 video-spot. (k.r.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
