Zuppi: «Accelerare gli interventi»
L’arcivescovo elogia i lavori a San Biagio, su Mirabello invece sferza
CENTO. Un’accelerazione della progettazione degli interventi sulle chiese colpite dal sisma e non ancora ricostruite. Lo auspica l’arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, facendo il punto della situazione a sei anni dalle scosse, in veste di presidente della Conferenza episcopale regionale.
È uno scenario molto differenziato quello che ha presentato monsignor Zuppi, il quale ha portato ad esempio la Collegiata di San Biagio a Cento, restituita ai fedeli «più bella di come se la ricordavano. Perché non sono stati solo affrontati i danni del terremoto ma è restituita alla bellezza originaria», ha detto l’arcivescovo. Più problematico il discorso per gli edifici che la potenza del sisma ha di fatto abbattuto, come quella di Mirabello: in questi casi si deve ancora decidere come ricostruire.
«Nelle zone del sisma c'è stata e c'è ancora una solidarietà che unisce. E questo è stato tra i segreti - ha detto l'arcivescovo - di una ricostruzione di cui dobbiamo essere soddisfatti». Assieme all'assessore regionale Palma Costi e ad Andrea Capelli della Soprintendenza di Bologna, Zuppi ha ricordato che in totale sono stati 590 gli edifici diocesani in Emilia colpiti, per danni stimati in 353 milioni.
Di questi 564 sono stati inseriti nel programma con finanziamento pubblico del Commissario per la ricostruzione e per 295 di questi sono già disponibili i finanziamenti (per 205 milioni) con cantieri in alcuni casi già terminati (122), in altri in via di chiusura (57) e altri ancora che apriranno a breve (116). A questi se ne aggiungerà un altro centinaio, grazie ai 57.8 milioni stanziati dalla giunta regionale nell'ultima seduta. La quasi totalità degli interventi già finanziati e non ancora conclusi dovrebbe terminare entro il 2019.
Per ciò che riguarda la progettazioni, in provincia di Ferrara le procedure concluse sono 22 sulle 33 pervenute alla Soprintendenza, le altre 11 sono in esame o in attesa di integrazioni.
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