La Nuova Ferrara

Ferrara

S. Anna, sì ai pensionati ma in servizio gratuito

S. Anna, sì ai pensionati ma in servizio gratuito

L’azienda ospedaliera recepisce norma nazionale sulle collaborazioni volontarie L’obiettivo: conservare competenze per contrastare le fuoriuscite per limiti d’età

3 MINUTI DI LETTURA





Sono pensionati e volontari. Per conto dell’azienda ospedaliera, a costo zero, potranno insegnare, fare consulenze, ricoprire incarichi direttivi o dirigenziali, seguire e anche guidare progetti di ricerca. «La perdita di competenze rappresenta sempre un danno per un’organizzazione», commenta il direttore amministrativo del Sant’Anna, Savino Iacoviello. E siccome un decreto legge del 2012 (il n. 95), poi trasformato in legge e successivamente modificato, disciplina queste forme di collaborazione, l’azienda ha adottato pochi giorni fa un regolamento che consente a pensionati «anche di altre amministrazioni pubbliche e soggetti privati» di esercitare un’attività nel settore sanitario firmando un «contratto di collaborazione a titolo gratuito».

«Il testo lo abbiamo deliberato da poco, non abbiamo ancora ricevuto richieste in questo senso - aggiunge Iacoviello - ma se e quando arriveranno noi saremo pronti perché abbiamo fatto tutti i passi amministrativi necessari per avviare il rapporto». Il documento apre le porte a «lavoratori privati e pubblici collocati in quiescenza», soggetti «in possesso di qualificata esperienza professionale, tecnico scientifica e di studio, per incarichi dirigenziali o direttivi, per attività di studio e consulenza e per la realizzazione di particolari progetti di ricerca». Il riferimento alla «continuità nella direzione degli uffici» spiega bene qual è uno dei motivi che hanno spinto l’azienda ospedaliera ad approvare il regolamento. Come è noto, il sistema sanitario nazionale si sta avviando verso un cambio generazionale che coinvolgerà decine di migliaia di operatori, molti dei quali entrati in servizio negli anni in cui la riforma del ’78 muoveva i primi passi.

La Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) ha stimato che nei prossimi 5 anni in Italia andranno in pensione circa 45mila camici bianchi, 80mila entro 10 anni (in provincia sono stimate circa 1500 quiescenze, più o meno la metà degli attuali iscritti). Non sarà facile per il sistema sanitario sostituirli nei tempi giusti, soprattutto se si considera che il sistema della formazione non è in grado oggi di rispondere tempestivamente alla fame di specializzazioni, in particolare per alcune abilitazioni come l’emergenza. Da qui l’esigenza di ridurre i tempi della formazione, ampliare gli accessi alla professione e altre urgenze che si stanno manifestando in questo ultimo scorcio del decennio. Potenziare il sistema della formazione potendo utilizzare competenze affinate con l’esperienza rappresenta quindi uno degli obiettivi di questa innovazione.

La capacità di conservare o reperire profili professionali a costo zero è però tutta da verificare sul campo: per il pensionato-collaboratore-volontario è previsto solo il rimborso delle spese di viaggio, «effettivamente documentate nel limite massimo di 300 euro mensili - o 15 euro giornalieri - comprensivi dell’eventuale servizio di mensa aziendale», fruibile solo se il collaboratore deve trattenersi in ospedale «per l’intero arco giornaliero» e «per esigenze dell’azienda».

Insomma, una paghetta. L’azienda ospedaliera dovrà inoltre valutare la sussistenza di eventuali «conflitti di interesse» tra il collaboratore e l’ospedale.

Chi vede in Italia un Paese di “gerontocrati” avrà un altro appiglio per motivare le sue critiche. Ma c’è da dire che nella direzione di rafforzare l’organico per reggere l’urto dei futuri pensionamenti sono state adottate anche altre misure che aprono la strada ai più giovani: in reparto grazie ad un accordo Sant’Anna-Unife sono stati ammessi da poco dottorandi in possesso di specializzazione e con vincolo orario di servizio (non più di 15 ore settimanali). (gi.ca.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google