Ragazzo in coma etilico, indagini
L’allarme del medico: gravi danni tra i giovanissimi per chi beve
È l’ultimo caso, di pochi giorni fa, quando un minore è stato soccorso da un’ambulanza per problemi causati dall’aver bevuto tanto, tanto alcol. E ora sono in corso indagini della polizia, accertamenti per scoprire dove e chi possa avergli venduto l’alcol che l’avrebbe portato quasi in coma etilico. Un caso che non fa che riaccendere l’allarme sul consumo di alcol fra i minori e le conseguenze che l’abuso di questa sostanza può provocare in soggetti che non hanno ancora terminato lo sviluppo psicofisico.
«Gli alcolici dai 12 anni in poi non sono per niente auspicabili - dice una pediatra - Un dito di vino o due di birra una volta alla settimana, magari in occasione di un evento speciale o di una ricorrenza non provocano particolare danno. Ma un consumo di dosi importanti in un ragazzino di 12 o 13 anni, anche solo un bicchiere di vino tutti i giorni, può alterare alcune connessioni neuronali e destabilizzare livelli di maturazione neuronale che ancora non sono arrivati al termine del loro sviluppo. Poi c’è da tenere conto anche della metabolizzazione: l’alcol viene metabolizzato a livello epatico e i ragazzi di quell’età non hanno un livello enzimatico abbastanza maturo per poter smaltire l’alcol senza effetti collaterali. Un sistema enzimatico non maturo porta i ragazzi ad avere elevati livelli di alcolemia comportando problemi a livello neuronale». «I superalcolici inoltre - continua sempre la dottoressa - non sono assolutamente da fare assumere agli adolescenti. I livelli di alcolemia sarebbero troppo alti per poter essere sopportati senza conseguenze». Devastanti quindi i problemi che il consumo di superalcolici come ad esempio, vodka, gin o tequila potrebbero avere nei minorenni in particolar modo per chi lo assume solo saltuariamente. «L’alcol a livelli elevati dà uno stato di euforia tale da compromettere a questi adolescenti la capacità di riconoscere anche la pericolosità dei loro comportamenti che quindi escono dal loro controllo. Nono riconoscono la pericolosità di ciò che fanno e non controllano nemmeno le reazioni che hanno anche verso i loro coetanei». Poi il problema più grande: gli effetti nel lungo periodo. I danni neuronali sono infatti irreversibili e acuisce la gravità il fatto che colpiscano quando lo sviluppo è ancora in atto. «Il ragazzo è soggetto a modificazioni di tipo maturativo, in particolare il cervello è ancora in fase di modificazione. L’alcol può compromettere questi salti di maturazione causando danni al cervello che si possono sentire anche in età adulta. Se il consumo di alcol diventa cronico può infatti bloccare gli stadi maturativi a livello dei circuiti neuronali e comprometterli per sempre». (a.r.)
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