Spiaggia dove c’era l’acqua Liberato il canale Gobbino
Lido Spina. Garantito il ricambio idrico spostando dodicimila metri cubi di terra I lavori sono stati accompagnati da azioni a tutela delle specie protette
LIDO SPINA. Ultimati in questi giorni i lavori di manutenzione del canale Gobbino a ridosso delle Vene di Bellocchio al Lido di Spina. I lavori, affidati a fine gennaio scorso dall'Ente di gestione per i parchi e le biodiversità Delta del Po, nella sua qualità di stazione appaltante, al “Consorzio Contarinese Escavi e Trasporti”, erano finalizzati al mantenimento dell'officiosità idraulica, ovvero della perfetta circolazione dell’acqua, della foce.
«L'intervento è stato ultimato sabato - annuncia la direttrice dei lavori Maira Passarella -; l'area era completamente interrita ed era emersa una spiaggia che superava di oltre 90 centimetri il livello del mare. Abbiamo scavato circa 500 metri lineari di parte interrita del tratto terminale del canale Gobbino, che periodicamente si ostruisce, come avviene alla foce del Logonovo, a causa del movimento ondoso verso riva».
I lavori, di importo attorno ai 70mila euro, somma a cui è stato applicato il ribasso a base d'asta, sono stati effettuati mediante il ricorso a un escavatore idraulico che ha scavato un canale di dieci metri di larghezza e due metri di profondità.
La movimentazione complessiva di terreno è di circa 12mila metri cubi. L'appalto è stato curato da Maria Pia Pagliarusco, che l'11 maggio scorso ha superato la selezione pubblica per il conferimento dell'incarico a tempo determinato di direttore del Parco del Delta. Si tratta del secondo, prestigioso incarico ai vertici dell'ente, in attesa della istituzione del parco interregionale del Delta del Po, dopo l'approvazione della legge che unifica il Parco Veneto e quello emiliano-romagnolo sotto un'unica regia.
L'escavo del canale Gobbino, ritenuto dalla stessa Pagliarusco «indispensabile, un altro obiettivo raggiunto», è stato accompagnato da una serie di azioni di tutela dell'avifauna, con particolare riferimento al fratino».
L'area interessata ricade in una riserva naturale dello Stato - sottolinea la direttrice dei lavori, Maira Passarella -, e i lavori sono stati concertati con i carabinieri forestali, perché questo è il periodo di schiusa del fratino. I militari hanno accompagnato tutti i giorni gli operai per un chilometro e mezzo a sud del bagno Jamaica, assicurando una scorta preziosa. Ci hanno dato una mano formidabile e per questo desidero ringraziarli».
A completamento dell'opera, l'area è stata recintata per agevolare la schiusa dei pulli sulla sabbia.
Katia Romagnoli
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