Tutto pronto per il processo Carife
Scelti i giudici e il calendario. In tribunale disagi fino al 2019 per lavori post sisma
L’avviso è stato notificato in questi giorni a tutti, quelli del popolo del processo del crac Carife. Il prossimo 18 giugno, il processo per il crac-aumento di capitale si aprirà nella sede del Centro Quadrifoglio a Pontelagoscuro (dove venne celebrata l’udienza preliminare). L’avviso è firmato dal presidente del collegio giudicante, Vartan Giacomelli che condurrà il processo dell’anno assieme ai colleghi Sandra Lepore e Danilo Russo. E’ tutto pronto, dunque, spiega la presidente del tribunale Rosaria Savastano, senza nascondere il fatto che il processo Carife, in realtà «problemi li pone». Primo problema risolto, la scelta dei giudici. Poi il calendario: si va in aula il 18 giugno e poi un’udienza a settimana al 25 giugno, 2-9 e 16 luglio, quindi pausa estiva e ripresa in settembre. Saranno migliaia (non solo le 1500’ dell’udienza preliminare) le parti civili, gli azionisti raggirati che si presenteranno. Il processo è pubblico, verranno potenziati i filtri e controlli. «Le previsioni che abbiamo fatto sono queste, per la fase prima della pausa estiva, poi le udienze si terranno il mercoledì». Forse non più al centro Quadrifoglio, scelto nelle prime udienze per “sondare” la partecipazione delle parti civili. Poi il processo potrebbe tornare in tribunale. «Valutazioni che si faranno poi», spiega la Savastano. I tempi del processo? «Speriamo di poter concludere il dibattimento entro Natale, ma diventa difficile vista la imprevedibilità poter dare indicazioni: saremmo ottimisti se finisse entro l’anno, questa la nostra speranza».
Se il tribunale deve fare i conti con il processo dell’anno, lo deve fare altrettanto sui lavori fissati per la ristrutturazione post-sisma: «Secondo il crono-programma, i lavori dovrebbero finire entro il 2019: e ovviamente si creeranno disagi notevoli». L’intervento su Palazzo di giustizia è sul tetto («in questi giorni ha cominciato a piover dentro», aggiorna la Savastano) e ai piani alti, «tanto che potremmo essere costretti a trasferire in altro luogo attività ed uffici, ma tutto è ancora da valutare. Si valuterà di concentrare i lavori nel pomeriggio, non sono interessate le aule d’udienza al piano terra, ma ala nord e Sud, piani superiori». Disagi tra rumori, polvere e tanto altro per uffici dei giudici e delle cancellerie. Lavori importanti che dureranno quasi un anno e mezzo da oggi, necessari per consolidare il palazzo dopo le lesioni del sisma del 2012.
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