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Due ragazzi ricoverati, allarme alcol tra i minori

Due ragazzi ricoverati, allarme alcol tra i minori

I due casi scoperti a Ferrara con la rete di informazioni scambiate tra sanitari e poliziotti. Dopo la segnalazione di “coma etilico”, le indagini su amici, famiglia e negozi

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FERRARA. Uno è stato soccorso nel tardo pomeriggio di sabato scorso, al Parco Massari, la seconda ragazzina invece è arrivata al Pronto soccorso di Cona domenica: sono solo gli ultimi due casi di ragazzini di 14 anni ricoverati per «intossicazione alcolica» - una diagnosi sanitaria che si traduce quasi in coma etilico - scoperti grazie alla nuova rete anti-alcol che polizia e forze dell’ordine hanno attivato da tempo in collaborazione con le strutture sanitarie, che segnalano ogni caso di minorenne trattato o curato in stato di alterazione da alcol. Una “rete” di prevenzione e protezione, che è la conferma, se ve fosse bisogno, che il problema c’è e diventa allarme viste le attività in corso da tempo da parte della Polizia amministrativa della questura e della Polizia commerciale della Municipale di Ferrara.

Dopo le sanzioni è ovvio, sono state attivate le indagini: per risalire a come e dove i ragazzini “intossicati da alcol” abbiano comprato o trovato l’alcol. Per uno di questi casi sarebbe già emerso che si tratta, guarda caso, di un locale, un minimarket del centro città, che già in passato era stato oggetto della chiusura temporanea da parte del questore ed ora rischia davvero grosso: altra chiusura o revoca licenza, per aver “ri”venduto alcol a minorenni. Ultimi casi, dicevamo, emersi dall’attività di monitoraggio continuo che in questi giorni hanno portato alla chiusura - pur temporanea - di altri tre locali, in città, che nonostante le regole imposte dalle nuove norme di Polizia urbana, continuano a violarle per piazzare alcol fuori dagli orari di vendita, in ore serali e notturne vietate, non soltanto ai minorenni ma a tutto il popolo della Movida serale cittadina, ribattezzata dalle stesse forze dell’ordine Mala-Movida o meglio ancora sarebbe dire, della Movida low cost.

Con bottiglie di birra, vodka e superalcolici venduti a prezzi stracciati se non stracciatissimi, con tutot ciò che ne consegue. I provvedimenti sono stati adottati dal questore Pallini in questi giorni e sono solo gli ultimi di una lunga serie che ha visto la questura impegnata con le altre forze dell’ordine nel monitoraggio del commercio sotto-banco, irregolare. Un commercio che produce problemi sociali e interventi sanitari e ricoveri come abbiamo visto nei casi dei due ultimi ragazzini: poichè nel caso minorenni vengano trattati in ambulanza o si presentino al pronto soccorso, scatta la segnalazione alle forze dell’ordine: prima attraverso il posto di polizia del S.Anna, in altri casi direttamente agli ispettori della polizia amministrativa della questura. Che attivano indagini, interrogano ragazzini, genitori, amici e arrivano ai commercianti della Movida low cost.

Daniele Predieri

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