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Gemelle nate vive o morte? «Non archiviate l’inchiesta»

L’inchiesta doveva accertare le responsabilità dei medici del Sant’Anna di Ferrara e dell’ospedale di Cento, cinque gli indagati, nella vicenda denunciata da una mamma di 43 anni che aveva perso le...

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L’inchiesta doveva accertare le responsabilità dei medici del Sant’Anna di Ferrara e dell’ospedale di Cento, cinque gli indagati, nella vicenda denunciata da una mamma di 43 anni che aveva perso le due gemelline che aveva in grembo: una indagine delicatissima per accertare se le piccole fossero nate vie e morte e individuare eventualità responsabilità nella gestione del caso e delle sue conseguenze, e furono individuate come ipotesi di reato il procurato aborto e omissione d’atti d’ufficio. Ma dopo una lunga indagine, la procura ha presentato la richiesta di archiviazione senza ravvisare responsabilità. Così ieri davanti al gip Danilo Russo si è discussa l’opposizione presentata dai legali della mamma alla decisione della procura. Il giudice Russo dopo aver ascoltato tutte le parti, i legali di parte civile per la donna e quelli dei 5 medici indagati che lavorano al Sant’Anna e all’ospedale di Cento, dove la donna venne ricoverata in due momenti diversi nel novembre 2014. La donna era al sesto mese di gravidanza, in seguito alla inseminazione con ovodonazione, e per complicazioni perse le piccole: un dramma acuito dai dubbi poichè nei documenti c’era traccia del primo feto e non del secondo e chiedeva di sapere se erano nate vive o morte.



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