Arrestato camorrista residente ad Argenta
In manette Antonio Morano, 27enne nato a Napoli, affiliato al temibile clan dei Mariglianesi
ARGENTA. Ha toccato anche Argenta l’operazione dei carabinieri di Castello di Cisterna (provincia di Napoli) che ieri hanno eseguito, in diverse regioni italiane, 29 arresti nei confronti di affiliati al clan camorristico dei Mariglianesi, attivo tra Marigliano e i comuni confinanti, costola del clan napoletano dei Mazzarella.
Tra gli arrestati anche Antonio Morano, 27enne, nato a Napoli e residente ad Argenta da anni, disoccupato e con fonte di reddito “ignota”. I reati che gli vengono contestati sono associazione mafiosa, estorsione aggravata, danneggiamento aggravato, spari in luogo pubblico, traffico di stupefacenti aggravato. Per ciò che riguarda estorsione, danneggiamento e spari, i reati sono stati quasi certamente commessi a Napoli.
L’indagine ha permesso di scoprire un’associazione mafiosa che aveva organizzato lo spaccio di ogni tipo di droga nei complessi di edilizia popolare di Marigliano e San Vitaliano. Le piazze di spaccio erano attive 24 ore su 24 e il clan aveva arruolato spacciatori e vedette in gran parte tra i residenti delle palazzine. Lì l’organizzazione aveva inserito famiglie di fiducia sfrattando gli originari assegnatari degli alloggi. Scoperti anche due tentati omicidi a colpi di pistola e mazze da baseball e una gambizzazione nei confronti di 3 capi piazza restii a pagare la quota al clan.
L’organizzazione rimpinguava le casse anche dissanguando commercianti, imponendo il pizzo a supermercati, imprese funebri, edili, ambulanti, negozi di ortofrutta, pizzerie. Un imprenditore intenzionato a non pagare fu sequestrato per essere portato al cospetto del vertice del clan, rapimento organizzato anche con la complicità della mamma del reggente. Le donne partecipavano a pieno titolo alle scelte strategiche dell’organizzazione. Contestati anche la detenzione illegale di armi e il favoreggiamento, per le vedette. Tutti i reati sono aggravati da metodo e finalità mafiosi.
Le misure cautelari sono state eseguite anche a Napoli e provincia, Verona, Castel Volturno, Terni, Reggio Emilia e Bari.
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