L’amico senza pace «Lo stavo aspettando e non è mai arrivato»
Il giovane stava tornando a Migliarino: «Mi ha scritto» «Una vita bella ma difficile dopo la morte di suo padre»
MIGLIARINO. La notizia della morte di Rudi Fusi è arrivata nella tarda serata di giovedì. I carabinieri hanno telefonato allo zio, fratello del padre: «Hanno chiamato noi perché la zia è molto anziana - racconta la cugina di Rudi - Quelle telefonate che fino ad un attimo prima appartengono solo ad altri e invece questa volta tocca a noi. Una morte assurda, proprio lui che è sempre stato attento a tutto, che non è mai andato forte in auto e si è sempre messo le cinture».
Piange disperato tenendo stretta la bicicletta Massimo Pappi, il migliore amico di Rudi: «Ieri è andato a Ravenna a trovare una ragazza, aspettava questo momento da tempo. Mi ha scritto “è bellissima” e poi, verso le 21, mi ha detto che stava tornando». Quindi un altro messaggio, «mi ha detto che era fermo in autostrada e che mi avrebbe richiamato per raccontare. Ho aspettato, aspettato ma niente. Ho provato a richiamarlo ma il telefono squillava a vuoto. A quel punto ho iniziato ad agitarmi, ho capito...». Deve sedersi, non ce la fa. «Era contento in questo periodo, aveva diversi progetti. Lui sì che era intelligente, bravo e non a caso è diventato direttore di banca». Nel 2013, quando dirigeva la filiale di Serrvalle, aveva anche avuto a che fare con la banda dell’acetilene che aveva fatto saltare il bancomat. «Lui non mollava mai, era davvero un esempio per tutti noi». «Ha perso il papà quando era molto piccolo, uno choc per lui e sua mamma - continua la cugina - Se la sono cavata sempre, ma non è stato semplice. Rudi ha iniziato a lavorare appena possibile, anche per aiutare sua mamma. Ha accusato il colpo con la chiusura della Carife e alla fine ha accettato di restare a casa per dare comunque la possibilità a chi aveva figli di restare a lavorare. Lui era fatto così, non conosceva la parola egoismo forse perché ha dovuto fare i conti con la vita troppo in fretta». In paese la notizia è arrivata con i giornali all’alba. Il nome non era ancora scritto ma ben presto l’urlo di dolore di parenti e amici è entrato in tutte le case e ha fatto il giro della piazza. A Migliarino Rudi lo conoscevano tutti. Era il direttore, sempre disponibile e pronto a dare consigli. «Era mio amico. Anzi, era il mio amico - dice Pappi - Io non ci credo, non può essere successa una cosa così, non a lui. Ma come ha fatto? Come hanno fatto a non vederlo?».
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