L’ultimo saluto a “Freddi” commuove Libolla
L’anziano è morto un mese dopo l’incidente stradale Era su un’ambulanza che si è scontrata con un’auto
LIBOLLA. Chiesa gremita ieri pomeriggio a Libolla per l’ultimo saluto ad Alfredo Bottoni, l’agricoltore 79enne morto in seguito ad un grave incidente che hacoinvolto l’ambulanza che lo stava trasportando a Cona.
Bottoni, da tutti in paese conosciuto con il soprannome di “Freddi”, era seriamente malato. Il 23 aprile scorso le sue condizioni si erano improvvisamente aggravate, tanto da richiedere il ricovero immediato e non differibile in ospedale.
All’altezza di Tamara però, lungo la strada provinciale, è avvenuto il tragico scontro tra l’ambulanza ed un’auto guidata da una donna di 73 anni di Saletta. Le ferite riportate sono state fatali per il fisico già provato di Bottoni, che è mancato pochi giorni fa, ad un mese di distanza circa dall’incidente. Lasciando nel dolore e nella commozione chi lo conosceva. Una rete di relazioni comunque importante, come dimostrava l’ampia partecipazione alla cerimonia di ieri pomeriggio, dato che in pratica tutto il paese si è riversato nella piccola chiesa di Libolla, una frazione di Ostellato, per offire a Bottoni l’estremo saluto. Prima dell’arrivo della salma, in tanti parlavano e vociferavano del tragico destino occorso a “Freddi” e di come purtroppo sia stato sfortunato.
L’ambulanza, on l’obiettivo di velocizzare al massimo il trasporto in ospedale, stava sorpassando una colonna di macchine quando purtroppo l’autovettura guidata dalla pensionata residente a Saletta, quindi a pochi chilometri da dove è avvenuto l’incidente, ha svoltato per entrare in un distributore di carburante. L’impatto con l’ambulanza diretta al nosocomio di Cona è stato inevitabile.
Durante l’omelia il parroco di Ostellato e Libolla, don Luciano Domeneghetti, ha detto: «Quella di Alfredo è una perdita che lascia esterrefatti non solo noi della comunità di Libolla e Ostellato, ma anche le persone delle comunità vicine. Rimaniamo senza parole - ha concluso don Luciano, rivolgendosi direttamente ai tanti presenti - e con tante domande dentro di noi».
Filippo Rubin
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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