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Il fratello Luca: «Adesso verrà fuori tutto quello che c’è a Goro»

GORO. «In questi anni le persone che ci hanno aiutato si contano sulla punta delle dita». Mostrano le foto di Willy, il fratello Luca e l’avvocato Simone Bianchi. Mostrano un volto ridotto a una...

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GORO. «In questi anni le persone che ci hanno aiutato si contano sulla punta delle dita».

Mostrano le foto di Willy, il fratello Luca e l’avvocato Simone Bianchi. Mostrano un volto ridotto a una maschera di sangue «per far capire, con queste immagini forti, quanto può aver sofferto quel povero ragazzo e quanto ha patito la sua famiglia in tutti questi anni». Il povero ragazzo era stato rinvenuto, aveva scritto il pm Tittaferrante nella sofferta richiesta di archiviazione, «privo di vestiti e con il corpo devastato dai colpi inferti dai suoi assassini, brutalmente pestato e colpito al volto da un chiodo sparato da una pistola usata per l’uccisione dei maiali». Trent’anni di sofferenza e frustrazione che ora potrebbero aver fine. Il fratello di Willy, Luca, accanto al suo avvocato si dice «soddisfatto» del nuovo impulso alle indagini. «Chi ha mentito e taciuto fino adesso ora non potrà più girarci attorno - continua ringraziando gli inquirenti, dai carabinieri del Norm di Comacchio a quelli del Nucleo Investigativo di Ferrara e allo stesso pm - Con questa ordinanza la magistratura ha voluto dare una stretta, costringere a parlare chi finora è stato reticente o non ha voluto dire la verità. A cominciare da don Tiziano, che ha seppellito sia Willy che mio padre, e ora deve aiutarci. In questo modo si potrà far capire fino in fondo chi c’è a Goro. Io in tutti questi anni ho sempre camminato a testa alta, consapevole che gli aguzzini di Willy erano tra noi, impuniti. Adesso sono fiducioso: la verità finalmente verrà fuori».

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