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Berco, i sindacati delusi «Turni sfasati per niente»

Berco, i sindacati delusi «Turni sfasati per niente»

Copparo, critiche alle continue modifiche nelle turnazioni di alcuni reparti «La gente lavora il weekend per poi stare ferma, aumentando i costi aziendali»

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COPPARO. Se per il mercato del settore metalmeccanico mondiale c’è la conferma di crescita, con aspetti certamente positivi anche per la produzione alla Berco, in seno all’azienda copparese - accanto a recenti cambiamenti nell’ambito dei turni - rimangono ancora alcuni nodi da sciogliere nell’organizzazione interna.

A comunicarlo, e sottolinearlo, sono i rappresentati di Fiom, Fim e Uilm, dopo un recente incontro con la direzione aziendale. Ai sindacati è stato infatti annunciato che nel laminatoio 2, area maxi pressa, si passerà a 18 turni dall’11 giugno, per la maggior produzione da inviare a Castelfranco Veneto e in previsione della fermata programmata per manutenzione nell’ultima settimana di luglio e la prima di agosto. Sono otto le persone interessate.

Invece, i servizi (manutenzione) sono quelli attivi nei reparti stampaggi. Viene fra l’altro aggiunto dai rappresentanti dei lavoratori che, ancora una volta, è stato evidenziato all'azienda «come in svariati reparti, a più riprese, si è modificato l’orario di lavoro (anche se riportato su contratto aziendale) in turni a ciclo continuo, però senza vedere i risultati sperati».

Inoltre, viene spiegato che «parlando coi lavoratori e vedendo quello che succede all’interno dei reparti, si riscontrano sempre le stesse problematiche denunciate da molto, troppo tempo. Ovvero scarsa manutenzione in termini di organico, disorganizzazione generale e ritardi per mancanza di materiale: tutto è urgente al momento, poi il materiale lavorato rimane stoccato per giorni prima di essere consegnato, oppure lavorato nella fase successiva».

Una situazione che, secondo i sindacati, provoca costi aggiuntivi: «Il personale coinvolto nella produzione, con le turnazioni già dette, rimane in sosta, incidendo sui costi generali dell’impresa, i quali non sarebbero tali se si recuperassero le sacche di inefficienza. Le turnazioni ed un diverso utilizzo degli impianti devono servire all’aumento della produzione e, quindi, all’aumento del fatturato. Invece, da anni, i lavoratori sono sottoposti a straordinari e cambi di orari che comportano il lavoro al sabato e alla domenica, per poi avere delle fermate durante la settimana».

Nel frattempo, proprio oggi esclusivamente fra i propri associati, la Fiom ha convocato un'assemblea di organizzazione di un’ora, in vista di uno sciopero provinciale.

Franco Corli

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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