L’aglio ha tenuto lontano i vampiri della crisi
Il territorio comunale si è specializzato nella coltivazione di un prodotto Dop Agricoltura al top, industria quasi inesistente, in calo commercio e artigianato
L’agricoltura è riuscita in questi anni a reggere il peso della crisi che ha interessato un po’ tutti i settori. Il territorio di Voghiera si caratterizza infatti da un record nel settore primario sia per numero di attività imprenditoriali (il 41,7% del totale) che per numero di addetti 165, dato che è quasi il triplo rispetto a costruzioni e commercio che seguono in graduatoria. Se a questo aggiungiamo che in campo agricolo proprio nel decennio della crisi Voghiera ha saputo sviluppare un a sua peculiarità importante nella produzione dell’aglio, prodotto Dop d’eccellenza, diventata una perla della gastronomia emiliana e non solo. Qui è stato compiuto un piccolo miracolo, in un territorio prevalentemente agricolo. Si è costruito un prodotto caratteristico che ha cambiato le sorti anche della stessa produzione. Il dato di contrazione delle aziende negli ultimi 10 anni, che fa segnare un – 18,2% potrebbe essere decisamente preoccupante, se non si considerasse il fatto che proprio in questi anni, l’avvento dell’aglio Dop di Voghiera ha portato a degli accorpamenti di aziende e all’arrivo anche di grandi imprese che settore che hanno intravisto il nuovo business di quello che viene definito l’oro bianco.
L’aglio, se passa la battuta, ha tenuto lontano i vampiri della crisi, dando impulso ad un settore agricolo che rischiava di seguire il trend negativo degli altri settori. In commercio in primi, ha subito una forte contrazione in questi anni, mentre ha tenuto il settore della ristorazione che ha quasi gli stessi addetti: 91 di chi opera nel campo della vendita al dettaglio. Con un agricoltura forte (dato testimoniato anche dalla peculiare del valore aggiunto: 13,9%, quasi il triplo della media provinciale), per contro ci sono un’industria e un manifatturiero particolarmente deboli, con una produttività al 15,2% di valore aggiunto a fronte di una media ferrarese del 22,1% e solo una ventina di addetti sparsi nelle poche attività che operano nel territorio comunale. Voghiera, socialmente parlando, sconta un problema di anagrafico: con un rapporto di 305 anziani ogni 100 giovani, rapporto creato da 31% dei residente che ha un’età sopra i 65 anni e dal 13,6% dei giovani che hanno meno di 20 anni. Il dato della popolazione straniera è tra i più bassi in provincia con il 5,3% e la comunità più numerosa è quella romena. Un dato che non si rilette sulle imprese con titolare straniero operanti sul territorio che sono solamente 2,8%, anche qui tra le percentuali più basse in provincia e con un calo registrato rispetto all’anno precedente. Aumentano invece le imprese femminili che salgono al 23,8% e pongono Voghiera al sesto posto tra i comuni ferraresi in questa speciale classifica. Aumentano anche le imprese giovanili anche se il 4,8% del totale delle imprese è certamente un dato molto basso rispetto alla realtà provinciale e regionale. Stazionario l’artigianato che comunque naviga su percentuali di poco al di sotto del 30% . Voghiera vanta un record provinciale ed è quello della maggior percentuale di imprese impegnate nell’assistenza sanitaria con lo 0,5%, battendo il comune di Ferrara 0,4% e con una media provinciale dello 0,2%.
Il risultato finale è un valore aggiunto che comunque è un terzo inferiore alla media provinciale 15.100 euro contro 22.100 euro.
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