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LA TESTIMONIANZA 

«Nessuno rispondeva Temevamo il peggio»

«Prima di capire cosa stava accadendo in quel trambusto, con quell’odore insopportabile di fumo che mi aveva invaso la casa, il mio primo pensiero è andato alla bambina, la piccola di nazionalità...

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«Prima di capire cosa stava accadendo in quel trambusto, con quell’odore insopportabile di fumo che mi aveva invaso la casa, il mio primo pensiero è andato alla bambina, la piccola di nazionalità cinese che abita al primo piano».

La signora Romana Sidney Cenacchi che abita al terzo piano di un elegante condominio in via Fratelli Aventi, la scorsa notte, come la famiglia Ragazzi-Salerno che sta esattamente sotto di lei, intorno alle 22 ha avvertito un forte odore di bruciato che proveniva dal primo piano, accompagnato da un fumo acre salito fino al suo appartamento che, entrato dalla finestra della cucina, le toglieva il respiro.

«Sono anche cardiopatica – ha raccontato – e le esalazioni così forti e intense, mi stavano provocando forti disagi. Ho capito che era successo qualcosa da qualcuno dei residenti, ma prima che mi accertassi da dove e da chi provenissero odore e fumo, l’ingegner Marco Ragazzi e sua moglie Luciana Salerno si trovavano già alla mia porta per informarmi che tutto usciva dall’appartamento del primo piano abitato da una famiglia cinese con una bambina in età scolare. Non si poteva perdere tempo perché si temeva il peggio e così Marco ha chiamato tutti: carabinieri, polizia, vigili del fuoco e ambulanza, che sono arrivati in pochissimo tempo ma poi ci hanno pregato di stare chiusi nel nostro appartamento per non intralciare il loro lavoro; e così abbiamo fatto, sperando che tutto finisse al più presto. Per fortuna non ci sono state vittime, ma poteva capitare il peggio. Questa volta è andata davvero bene». (m. g.)

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