Pazienti in fuga col mal di schiena
Maida: in cinque anni oltre 600 ferraresi operati a Occhiobello
Oltre 8000 visite e 946 interventi di chirurgia vertebrale realizzati grazie a un “parco tecnologico” rinnovato. A cinque anni dall’entrata in funzione dell’unità operativa di Chirurgia vertebrale, nella clinica privata accrediata di “Santa Maria Maddalena” (Ro), il responsabile, Giuseppe Maida, traccia un bilancio dell’attività. «Abbiamo effettuato circa 1600 prime visite all'anno e, delle persone operate, 626 (il 66%) provengono da Ferrara e provincia, le restanti 320 da diverse regioni italiane – spiega Maida, che ha lavorato a lungo come chirurgo al Sant’Anna - Oltre al Veneto abbiamo pazienti dalla Sardegna, Toscana, Abruzzo, Molise, Puglia, Marche, Lombardia, Calabria, Campania, Lazio, Sicilia e Piemonte. Nel nordest siamo diventati un centro di riferimento per il trattamento mininvasivo della patologia degenerativa della colonna vertebrale».
Un ruolo che il centro sanitario si è ritagliato nel tempo grazie anche ad apparecchiature di nuova concezione. «Possiamo contare su un microscopio di ultima generazione e su una risonanza magnetica ad alto campo che consente di effettuare accertamenti sul sistema nervoso estremamente sofisticati – aggiunge il chirurgo - Oltre a tutto questo il team medico utilizza la nuovissima risonanza magnetica articolare a magnete aperto “G-Scan Brio” di Polife (struttura di Ferrara che fa riferimento allo stesso managment della casa di cura di Occhiobello) che consente si eseguire l’esame sia in posizione supina che eretta evidenziando patologie della colonna vertebrale che in posizione sdraiata non sarebbero rilevabili». Mal di schiena e sciatica sono molto diffuse fra i pazienti che hanno un’età compresa tra i 30 e 50 anni, una patologia che “pesa” circa per il 20% sul totale delle cure mediche. Tra i 40 e 50 anni la schiena dolorante è tra le maggiori cause di disabilità, rappresenta la terza causa di accesso al medico di famiglia ed è responsabile del 40% di tutte le giornate lavorative perse. «In questi anni abbiamo cercato di perfezionare tecniche sempre meno invasive – prosegue il responsabile - utilizzando materiali sofisticati e moderni, e creando, tra i primi in Italia, una rete di collaborazione multispecialistica (chirurghi vertebrali, ortopedici, medici del dolore, fisiatri, fisioterapisti, neurologi e psicologi) denominata “Spine Center”, per il trattamento a 360° della patologia vertebrale artrosica».
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