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Rischiano di soffocare Salvate mamma e bimba

Rischiano di soffocare Salvate mamma e bimba

A dare l’allarme sono stati i vicini, allertati dal fumo e dal forte odore di bruciato Colpa di un pentolino scordato sul fuoco. La donna e la figlia stavano dormendo

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Devono la vita all’intuito dei vicini che hanno capito che al piano di sotto stava succedendo qualcosa di molto pericoloso. Una mamma e la sua bambina di nazionalità cinese sono state salvate la notte scorsa dall’intervento congiunto di vigili del fuoco e poliziotti chiamati dai vicini perché il loro appartamento stava andando a fuoco. Se non fosse scattato l’allarme in tempi brevi probabilmente per le due sarebbe stata la fine.

La signora cinese in casa con la sua bambina nell’appartamento di via Fratelli Aventi (zona via Bologna), lunedì sera aveva messo sul fornello una pentola, per mettersi avanti con la preparazione del pranzo del giorno dopo - come ha poi spiegato ai vicino nel suo italiano un po’ stentato - Poi, molto stanca, si è addormentata insieme alla bambina; prima si è assopita in sala da pranzo e poi, dimenticando la pentola sul fuoco, si è messa a letto in una stanza separata dalla cucina da un corridoio con la porta chiusa. Dal pentolino bruciato si è sprigionato un fumo intenso che prima di invadere il reparto notte ha cominciato a uscire dalla finestra rimasta in parte aperta salendo verso i piani superiori e allertando gli inquilini. Nel frattempo il fumo aveva cominciato a invadere l’appartamento, per fortuna senza arrivare in camera da letto dove mamma e bimba dormivano ignare.

I vigili del fuoco, chiamati dai vicini, visto il principio di incendio che si stava sviluppando al primo piano hanno cercato di farsi aprire la porta, bussando ripetutamente ma senza avere risposta. Temendo a quel punto che fosse successo il peggio, gli agenti della polizia di Stato dopo aver suonato a lungo il campanello senza ricevere risposta hanno sfondato la porta. Sono entrati appena in tempo mettendo in salvo la mamma e la bimba con l’arrivo anche dei vigili dotati delle maschere antigas.

«In questi casi – commenta la signora Romana Sidney Cenacchi, la vicina che abita al piano superiore – spesso si muore prima per soffocamento che per il fuoco, e il mio pensiero era soprattutto per la bimba che è stata poi visitata dagli operatori del 118 e non hanno riscontrato intossicazioni. Sia madre che figlia stavano bene». Entrambe sono poi andate a dormire da una loro connazionale che abita non lontano. Le camere da letto erano agibili, ma l’odore del fumo in cucina era forte. Ieri mattina la piccola è andata a scuola.

«Io abito qui da quasi tre anni e - dice la vicina - non conosco la famiglia cinese. So che lavorano ma altri particolari non li conosco. Lo stesso avviene con gli altri inquilini: alcuni sono anziani, altri lavorano e sono fuori tutto il giorno. Quindi i nostri rapporti sono di buon vicinato ma non amicizie strette, però in certe situazioni per fortuna prevale il buon senso e lo spirito di collaborazione. Comunque l’abbiamo scampata bella».

Effettivamente entrare nella cucina dove è scaturito il principio di incendio è impressionante; il soffitto è completamente nero, come le pareti; la stufa a gas nonostante tutto funziona ancora, ha dichiarato la signora cinese, ma la pentola e una sedia di paglia son andate completamente bruciate. Difficile per motivi legati alla lingua, il dialogo con la signora che ieri mattina aiutata da un’amica ha iniziato la lunga opera di ripristino del suo appartamento mentre ancora nell’aria e negli appartamenti vicini si avvertiva ancora intenso l’odore di fumo e di bruciato.

Margherita Goberti



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