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troppo vicine a scuole e chiese 

Sale slot da chiudere Gli esercenti contro l’autocertificazione

Sale slot da chiudere Gli esercenti contro l’autocertificazione

È ormai scontro aperto tra amministrazioni comunali e gestori di slot sulla legge regionale che impone di rimuovere le macchinette a distanza inferiore a 500 metri da luoghi sensibili (scuole, chiese,...

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È ormai scontro aperto tra amministrazioni comunali e gestori di slot sulla legge regionale che impone di rimuovere le macchinette a distanza inferiore a 500 metri da luoghi sensibili (scuole, chiese, centri sociali, ospedali, impianti sportivi ecc.). Oggi si riunisce la camera di consiglio del Tar Emilia Romagna per decidere sul ricorso di una sala giochi contro la chiusura decisa dal Comune di Imola, che promette di fare giurisprudenza, e forse non caso, per venerdì 1 giugno è in calendario un faccia a faccia a Palazzo Municipale con i gestori ferraresi.

La decisione del tribunale amministrativo avrà riflessi sulle mosse del Comune di Ferrara, visto che nel ricorso si parla tra l’altro di assenza di luoghi alternativi dove trasferire l’attività, ma l’incontro ha lo scopo di rilanciare la procedura aperta con la mappatura dei luoghi sensibili. La proposta del Comune è di attribuire agli esercenti, sale giochi e tabaccherie con slot, la responsabilità di autodichiarare la distanza dai luoghi sensibili, e quindi il fatto di essere o no in regola. Ascom, Confesercenti e Agipro non sono su questa linea, perché temono costi aggiuntivi per le imprese (servirebbe una perizia per stabilire con certezza la distanza) e non vogliono precludersi la possibilità di ricorsi. Se infatti sarà il Comune a contestare la distanza inferiore a 500 metri, all’esercente resterà sempre la carta del Tar.

Nel resto della provincia vi sono Comuni più avanti nell’iter rispetto al capoluogo, e c’è chi ha già inviato i primi provvedimenti di chiusura. È quanto è successo ad esempio a Vigarano Mainarda nei confronti di un esercizio con una piccola sala giochi: si era pensato alla vicinanza ad una scuola chiusa per sisma, ma a far scattare il provvedimento è stato in realtà un oratorio. Un’alternativa alla chiusura in casi simili è la riduzione del numero di slot machine al di sotto della soglia per prefigurare la presenza di una sala giochi.

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