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I gusci delle vongole per rifare gli argini

I gusci delle vongole per rifare gli argini

Porto Garibaldi, il progetto commissionato all’Istituto Delta Ecologia Applicata Il biologo: «Il carbonato di calcio sgretolandosi, negli anni tornerà in acqua»

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PORTO GARIBALDI . Istituzioni al tavolo, per individuare una soluzione all’annoso problema dello smaltimento del capulerio, ad un mese di distanza dall’operazione compiuta dai carabinieri di Comacchio, in collaborazione con la Polizia Provinciale di Ferrara e con i militari dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Porto Garibaldi, sfociata in multe da 6.500 euro ciascuna, a carico di 7 pescatori.

L’incontro che si è svolto a Comacchio, al quale hanno partecipato, tra gli altri, Graziano Caramori e Cristina Barbieri dell’Istituto Delta Ecologia Applicata, ha costituito un punto in avanti rispetto ad un tema, quello della tutela ambientale, sentito tanto dalle istituzioni locali, quanto dai mitilicoltori, che hanno presentato una bozza di progetto, ora al vaglio degli enti competenti ad esprimersi. «Essendo un prodotto naturale – interviene Vadi Paesanti, presidente regionale di Federcoopesca Confcooperative – si è proposto di riutilizzare il capulerio nel rifacimento dei presidi di sponda dei canali lagunari per un’altezza massima di non oltre 30 centimetri sul livello del mare. Gradualmente le maree e la terra emersa saranno motivo di ricrescita della vegetazione. Anziché ricorrere a sassi o ad altro materiale – aggiunge Paesanti –, abbiamo avanzato questa soluzione. Il carbonato di calcio di cui è composto il capulerio, sgretolandosi, negli anni tornerà in acqua, i bivalvi lo filtreranno e tutto tornerà in natura».

Paesanti è fiducioso dell’accoglimento della proposta progettuale, anche alla luce di alcuni indirizzi, relativi proprio al riutilizzo del capulerio, stabiliti dal Piano di Stazione del Parco del Delta del Po. Gli enti a confronto, Comune, Parco del Delta, Arpae «visioneranno la bozza – assicura Paesanti – e ora l’auspicio è quello che il progetto venga portato presto ad attuazione, nel rispetto dei numerosi vincoli normativi delle aree interessate e in linea con il principio secondo cui nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma». Sull’iter delle multe salate, Paesanti sottolinea che «non hanno accelerato quello che il consorzio Tre Ponti, che rappresento e che le associazioni di categoria, in accordo con il Comune avevano già in itinere. Il progetto di riutilizzo del capulerio era già stato commissionato un anno fa all’Istituto Delta Ecologia Applicata».

Katia Romagnoli

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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