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il 6 giugno 

Pensioni, appalti, sicurezza Mobilitazione della Fiom

Pensioni, appalti, sicurezza Mobilitazione della Fiom

Dalla riforma Fornero sulle pensioni ai tagli al welfare introdotti con il Jobs Act, dall’assenza di un piano industriale per la Vm di Cento agli appalti al massimo ribasso al Petrolchimico. Sono...

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Dalla riforma Fornero sulle pensioni ai tagli al welfare introdotti con il Jobs Act, dall’assenza di un piano industriale per la Vm di Cento agli appalti al massimo ribasso al Petrolchimico. Sono temi nazionali e locali ad alimentare la protesta dei metalmeccanici Fiom ferraresi che mercoledì 6 giugno hanno proclamato otto ore di sciopero con una manifestazione in piazza municipale (a partire dalle 9.30) che sarà conclusa dall’intervento della segretaria nazionale Fiom Francesca Re David. «Sulla legge Fornero la nostra azione di contrasto è stata inefficace e insufficiente, con appena tre ore di sciopero - ammette il segretario generale di Ferrara Samuele Lodi - Il 2 dicembre, dopo la grande mobilitazione nazionale, la Cgil aveva annunciato che il sindacato non si sarebbe fermato. L’iniziativa di mercoledì intende segnare la ripresa della lotta». Una lotta messa in campo in assenza di un governo, «ma è un valore aggiunto - spiega Lodi - perché sottolinea la nostra autonomia da ogni forza politica».

Su tutto, la preoccupazione per un territorio che sta mettendo in fila troppi punti di debolezza: «Il più alto tasso di disoccupazione in Regione, il 9,5% contro una media del 6,5%, la crescita più bassa e un abbandono scolastico che in alcune zone come il Basso Ferrarese sfiora il 30%. A questo si aggiunge un progressivo spopolamento: un’età media sempre più alta, e la tendenza dei nostri giovani a lasciare il territorio per cercare lavoro altrove. A parte Ferrara, in tutti gli altri Comuni della provincia si registra un calo della popolazione giovane».

La mobilitazione dei 6 giugno porrà al centro dell’attenzione anche la Vm Motori di Cento e il Petrolchimico.

Per la prima, è intervenuto il segretario organizzativo Fiom Giovanni Verla «servono maggiori garanzie sulle prospettive produttive e occupazionali. Il 1° giugno il presidente di Fca (il gruppo Fiat di cui Vm fa parte) presenterà il piano industriale. In uno scenario in cui la riconversione verso i motori ibridi ed elettrici è il futuro, serve chiarezza anche per Vm che a oggi produce motori diesel».

Alta l’attenzione anche per il Petrolchimico, dove il ricorso a subappalti e a personale “somministrato” al di fuori del contratto collettivo di lavoro crea problemi sul fronte della sicurezza, della professionalità e dell’abbattimento del costo del lavoro».

C’è poi una categoria che il crescente precariato ha condannato a una doppia fragilità: sono i disoccupati over 40 e over 50: «Lavoratori fantasma, espulsi dal mercato del lavoro e senza gli strumenti per potervi rientrare. Troppo vecchi per essere riassunti e troppo lontani dalla pensione». Per questo, concludono Lodi e Verla, la protesta è quantomai necessaria. A portarla avanti, ora, è la Fiom, «ma dovrà diventare una mobilitazione generale di tutta la Cgil». (a.m.)

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