Rubava i soldi ai genitori per pagare i ricatti hard
Due ragazze ferraresi denunciate per estorsione e circonvenzione di un 19enne. Lui prendeva il denaro in casa per le prestazioni sessuali, che però erano solo promesse
FERRARA. Rubava di nascosto i soldi dal portafoglio del padre e dalla borsa della madre. Faceva anche di peggio, andando nella credenza a rubare i soldi risposti per le bollette di casa: luce, gas, acqua e il resto. Non una ma più volte, lo aveva fatto, un ragazzo 19enne ferrarese. E quei soldi gli servivano per pagare le sue “ricattatrici”, due ragazze più o meno sue coetanee, 20enni, ferraresi, che da due anni abusando della sua ingenuità lo avevano preso di mira, promettendogli prestazioni sessuali, intascando quei soldi, oltre 1000 euro.
Ora le due ragazze sono state scoperte e denunciate dai carabinieri di Ferrara per estorsione e circonvenzione di incapace, proprio per aver sfruttato l’ingenuità del ragazzo, ben consapevoli di questo suo limite. Le indagini sono andate avanti da tempo e si sono concluse nei giorni scorsi da parte dei carabinieri della Stazione di Ferrara che hanno raccolto prove e riscontri e quindi denunciato alla procura, per i reati di “estorsione” e di “circonvenzione di incapace” in concorso, le due ragazze ferraresi, già note e conosciute per le loro “imprese”, alle forze dell’ordine.
Secondo quanto emerso dalle indagini, due anni fa le due ragazze sono riuscite ad entrare in contatto telefonico con il ragazzo: il suo contatto lo avrebbe fornito un amico comune, e loro hanno iniziato su Whatsapp il ricatto: la loro vittima non la conoscevano e piano piano hanno carpito prima la sua fiducia e poi i suoi soldi: lui, vulnerabile, dietro la promessa (a volte più esplicita altre più velate) di prestazioni sessuali consegnava alle ragazze somme di denaro via via sempre più importanti fino a raggiungere una cifra (ovviamente stimata, poiché non facilmente riscontrabile al momento) superiore ai mille euro.
Motore della vicenda sono stati i genitori del ragazzo, che si erano accorti nel tempo del cambiamento del figlio, avendo notato anche e soprattutto i piccoli ammanchi a volte dal portafoglio del padre, a volte dalla borsa della madre, altre, dicevamo, dei soldi delle bollette, finché hanno chiesto chiarimenti al ragazzo stesso. Che non ha potuto che confessare tutta la vicenda ai genitori.
Gli accertamenti eseguiti con molto tatto e cautela da parte dei carabinieri hanno portato ai vari riscontri e ad identificare le due ragazze. Ma dopo la loro denuncia non finisce qui: sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi per accertare se vi siano altre persone coinvolte in questa vicenda, il “mediatore” ad esempio e se vi siano altri casi di altri ragazzi ricattati allo stesso modo .
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