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Troppi sacchi abbandonati Potenziato il porta a porta

di Alessandra Mura
Troppi sacchi abbandonati Potenziato il porta a porta

Buoni risultati per la differenziata, che ha toccato quota 85 per cento Nelle frazioni arriva la stazione mobile, aperture extra per i centri ecologici

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Forse chi continua a lasciare per strada i sacchetti dell’immondizia non sa che il servizio di recupero dei rifiuti abbandonati sta costando da 60 ai 70mila euro al mese: un euro e mezzo per ogni sacco. Considerato che dall’introduzione dei cassonetti a calotta gli abbandoni sono passati dalle 30 alle 140 tonnellate al mese, e immaginando un peso medio di circa 3 chili a sacchetto, i conti sono presto fatti.

Differenziata all’85%. Un dato che stona, a fronte di un bilancio della raccolta differenziata che rivela invece numeri incoraggianti. A fornire il quadro della situazione, ieri, Antonio Dondi (direzione Servizi ambientali Gruppo Hera), Alberto Santini (responsabile Servizi ambientali Hera Ferrara e Modena), l’assessore all’Ambiente Caterina Ferri e il dirigente Alessio Stabellini. In questi mesi con il nuovo sistema, ha detto Dondi, la quota di differenziata a Ferrara è salita all’85,4%, con un picco di oltre l’87% ad aprile, superando l’obiettivo regionale dl 70%. «Ferrara è entrata nella rosa delle migliori città italiane con oltre 100mila abitanti», ha annotato Dondi. L’effetto si è avvertito soprattutto sull’organico, che è raddoppiato, ma si registrano incrementi anche per carta (43%), plastica (83%) e vetro (61%). Va da sé che la qualità va migliorata: «Nei bidoni di carta e plastica si trovano ancora organico, sfalci e indifferenziata, ma si tratta comunque di un livello più che accettabile, considerando anche che in pochi mesi siamo passati dal 55 all’85% di differenziata».

Allarme abbandoni. Il vero scoglio, comunque, resta quello degli abbandoni, (il 2% di tutti i rifiuti solidi urbani) non tanto degli ingombranti (rimasti di fatto invariati rispetto al pre-calotta) ma soprattutto dell’indifferenziata, dove la quota di abbandoni è salita a oltre il 10%.

Le aree critiche. Tra i luoghi critici individuati, una trentina di punti nella zona del centro storico medievale (da via Gobetti a via Contrari, da piazza Cortevecchia a via Cosmé Tura e così via), e un centinaio (su 1.200) di isole ecologiche soprattutto lungo le grandi direttrici di traffico: via Modena nella zona Ovest, via Padova–Bentivoglio nella Nord e via Pomposa nella Est. Un degrado che crea allarme, fa male al turismo e anche alle tariffe, perché i costi di recupero finiscono per gravare anche sui contribuenti.

500 segnalazioni al mese. Da qui anche, però, l’effetto contrario, quello di una maggiore attenzione che si è concretizzata in un’impennata di segnalazioni a Hera, passate dalle 140 alle 500 mensili. E da qui, soprattutto, i nuovi servizi attivati in via sperimentale (fino a settembre) da Hera per far fronte al problema.

Più ritiri porta a porta. A cominciare, già da giugno, da un potenziamento dei ritiri porta a porta per bar e ristoranti nelle aree critiche del centro, con un passaggio in più per la carta (il martedì con esposizione entro le 9.30) e la plastica (sabato, stessa ora).

Stazione mobile. Da inizio luglio arriverà invece la stazione ecologica mobile: un furgone che sarà presente tutti i giorni tranne la domenica (secondo un calendario in via di definizione) in tutte e 33 le frazioni ferraresi allo scopo di ritirare piccoli ingombranti, distribuire sacchi per la differenziata e pattumelle, sostituire tessere smagnetizzate, raccogliere segnalazioni e dare informazioni. Infine, le stazioni ecologiche resteranno aperte anche la domenica: quella di via Ferraresi dalle 9 alle 13 e quella di via Caretti il pomeriggio dalle 14 alle 18.

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