Osservatorio Industria con venti nuove filiere
Tre i ferraresi chiamati alla presidenza: Mingozzi, Fava e Colombarini Vacchi: siamo all’anno zero di un percorso che aggiorneremo continuamente
Varata la nuova organizzazione di Confindustria Emilia, che raggruppa gli industriali delle province di Bologna, Ferarra e Modena. La nuova organizzazione prevede 20 filiere, di cui 17 manifatturiere. I 20 presidenti di filiera (tra cui i ferraresi Claudio Mingozzi per la Chimica, Riccardo Fava per le Macchine e Simone Colombarini per la Plastica) entrano in carica già da oggi.
Lo scorso dicembre il Consiglio generale di Confindustria Emilia aveva approvato la nuova organizzazione in filiere: un cambio di mentalità che porta l’associazione dentro l’idea innovativa delle filiere, lasciando il solco della tradizione della suddivisione in settori, che ovviamente non spariscono ma rimangono un substrato del nuovo sistema.
«Il percorso ci ha portato alla creazione di 20 filiere, di cui 17 parlano di manifattura, perché la manifattura è il nostro cuore - spiega il presidente di Confindustria Emilia Alberto Vacchi. “Abbiamo presentato la prima bozza di lavoro a tutti i colleghi imprenditori, con un road show, lo scorso gennaio su tutta l’area emiliana (10 incontri in 3 giorni), in cui abbiamo raccolto molti suggerimenti e colto molta aspettativa».
«Il 18 maggio, in occasione della nostra Assemblea Privata - continua Vacchi - abbiamo presentato agli associati il 1° Osservatorio di filiera, composto da 20 specifici report per ognuna delle 20 filiere: siamo all’anno zero di un percorso che intendiamo proseguire, con aggiornamenti annuali di questi importanti strumenti di analisi e approfondimento».
«È una vera e propria innovazione - ribadisce il presidente - sia nella rappresentanza sia nei servizi: ci consentirà di sviluppare un nuovo metodo di lettura del tessuto produttivo, e sarà un indispensabile input per lo sviluppo dell’associazione. Ma diventerà anche una importante fonte di informazione per le politiche industriali, per il mondo della scuola, per la società tutta».
«Le filiere - conferma il vicepresidente di Confindustria Emilia Valter Caiumi - sono un nuovo modo di guardare alle nostre imprese, costruito su dati scientifici, e proprio questo approccio ne fa un essenziale strumento di lavoro, utile per verificare ed elaborare politiche industriali più adatte al nuovo contesto e più incisive».
«Inoltre, abbiamo deciso di lavorare per filiere per dare una dimensione significativa a un territorio manifatturiero di grande rilevanza, che però questa dimensione non l’aveva ancora. Con le filiere, perde d’importanza il problema della dimensione della singola azienda, perché è la filiera a farsi portatrice della dimensione», aggiunge il vice presidente Caiumi.
«Non esistono più piccole, medie e grandi imprese, la filiera è come una corporation, al cui interno tutte le aziende possono ottenere la valorizzazione di cui hanno bisogno; cadono le barriere e aumentano le opportunità».
I lavori dell’assemblea di Confindustria Emilia hanno anche definito la governance del primo quadriennio 2018-2022 di questa nuova organizzazione. Sono stati eletti i rappresentanti delle 20 filiere: i 20 presidenti e i 35 delegati aggiunti, che domani, primo giugno, assumono ufficialmente l’incarico.
«Oggi possiamo dare conto della ‘squadra’ che Confindustria Emilia mette in campo”, conclude il presidente Vacchi, “per occuparsi di questo rinnovamento che dall'interno si propaga all'esterno del nostro tessuto produttivo».
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