Ursa, colpo di scena Chiuso il processo ma inchiesta riaperta
Ieri la procura ha chiesto l’assoluzione per i due tecnici E spunta un nuovo filone: indagati i dirigenti della ditta
STELLATA. Si chiude il processo per la tragedia di Tarik Nouach, il giovane operaio morto nel crollo del capannone della azienda Ursa di Stellata, la notte del 20 maggio 2012, ma - colpo di scena sulla vicenda- sono state riaperte le indagini a carico dei titolari e dei legali rappresentanti dell’azienda. Il processo che si è chiuso ieri ha visto il pm Ciro Alberto Savino concludere la lunga indagine e il dibattimento, che non ha risparmiato sorprese, e chiedere al giudice Sandra Lepore l’assoluzione per i due tecnici imputati del concorso nell’omicidio colposo del giovane operaio: assoluzione dunque per il collaudatore Mauro Monti e il progettista Pierantonio Cedrini, unici rimasti di un lungo elenco di persone sottoposte ad indagine. Una richiesta di assoluzione da parte dell’accusa che si fonda sul principio che, comunque, il capannone crollato aveva “legature” tra pilastri e travi, e che pertanto non vi erano rilievi sull’operato dei due tecnici. Una tesi ovviamente accolta dalle difese dei tecnici mentre le parti civili che rappresentano la famiglia di Tarik, con l’avvocato Claudia Tassinari, ne hanno chiesto la condanna. La sentenza è attesa per il 17 luglio prossimo.
Ma se il processo si chiude a carico dei due tecnici con la richiesta di assoluzioni, si riapre un altro processo contro i dirigenti dell’azienda. Perché la stessa parte civile, rappresentata dall’avvocato Tassinari, aveva chiesto e ottenuto la riapertura delle indagini a carico dei massimi dirigenti dell’azienda Ursa. Il legale lo aveva fatto in questi ultimi mesi, sulla base di quanto era emerso al dibattimento, durante il quale sono venute alla luce una serie di violazioni delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro, legate alle regole antisismiche. Il legale aveva chiesto al giudice la riapertura dell’inchiesta (poi accolta dal gip Piera Tassoni), valutando l’approfondimento sulle violazioni di norme di sicurezza che se rispettate avrebbero potuto evitare la morte di Tarik. La nuova inchiesta è ora affidata alla pm Isabella Cavallari e da quanto si apprende saranno indagati i due massimi dirigenti, i rappresentanti legali estero e italiano, Christian Alexandre Michel e Simone Marescotti, che erano già stati indicati nei primi atti giudiziari e poi prosciolti, chiamati ora di nuovo in causa nella nuova tranche di indagine. Tutto ruota attorno alla notte della tragedia, 20 maggio 2012, poiché all’interno del capannone e durante la produzione dei pannelli di polistirolo (Ursa è leader mondiale), da quanto emerso dalle testimonianze rese al processo, non erano state approntate tutte le misure di sicurezza, ad esempio sulle vie di fuga: per questo motivo, ad esempio Tarik Nouach che si trovò in questi punti di fuga nelle ultime posizioni per scappare, non riuscì a farlo mentre i colleghi che erano davanti a lui riuscirono salvarsi: la nuova inchiesta riparte da qui.
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